Il Locri femminile chiude per minacce. Il prefetto: “Scorta ai dirigenti”

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Il presidente Ferdinando Armeni non usa la parola ‘ndrangheta e preferisce definirli “sciacalli dementi”. Ma la sostanza non cambia: lo Sporting Locri, società di calcio a 5 femminile che milita in serie A, è stata costretta a ritirarsi a causa delle minacce di morte ricevute dai suoi dirigenti. Minacce culminate con un biglietto lasciato il 23 dicembre vicino al finestrino posteriore dell’automobile di Armeni. Proprio lì dove si trovava il seggiolino della figlia di 3 anni e mezzo. Sopra c’era scritto: “Resterai a terra come queste ruote…chi si siede qui solitamente?”. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E la decisione è stata quasi inevitabile. La pagine Facebook dello Sporting Locri ha ora una foto con la scritta Game Over, mentre il sito recita “Chiuso per dignità”.  Una denuncia forte che ha immediatamente scatenato la reazione dello sport nazionale e del prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, che ha disposto “adeguate misure di protezione” nei confronti dei dirigenti. Gli stessi saranno sentiti nei prossimi giorni in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal Prefetto. Ma l’impressione è che non basterà per rivedere le ragazze del Locri in campo. “Mi chiedo – dice Armeni intervistato dall’Huffington Post -: una volta che ti attaccano così perché andare avanti?” “All’inizio – racconta – ho pensato a una goliardata, a uno scherzo di cattivo gusto, poi ho capito che non era così. Il primo bigliettino, che ho trovato sul parabrezza della mia macchina il 7 dicembre, mi intimava a chiudere la Sporting Locri. Poi il venerdì successivo è arrivato un altro messaggio intimidatorio a Primerano (vicepresidente ndr). Il 19 è toccato al presidente onorario, Domenico Stilo, e poi il 23 quel biglietto dove si faceva riferimento alla mia bambina”. Armeni esclude che si tratti di un attacco della ‘ndrangheta per motivi economici (“la mia è stata sempre una gestione familiare”) e ribadisce che non c’era altra soluzione se non quella di chiudere: “Si è scardinata la serenità. Parliamo di un pallone, di una passione. Io mi sto arrendendo perché non c’è più serenità: così è impossibile andare avanti. Al momento non credo ci sia spazio per un ripensamento”.

La solidarieta dello sport La notizia della chiusura dello Sporting Locri ha provocato l’immediata reazionre del presidente della Figc, Carlo Tavecchio. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, non ha usato mezzi termini: “Locri deve giocare. Il 10 gennaio voglio vedere le ragazze in campo”. Solidarietà è arrivata pure dalla nazionale di calcio femminile delle parlamentari: “Portare la violenza e le minacce nello sport è di per sé un fatto odioso e incivile. Quando poi vengono minacciate con metodi mafiosi giovani donne, che praticano uno sport già oggetto di attacchi sessisti e di pregiudizi, è un atto ancora più vigliacco. Siamo al fianco delle ragazze e della squadra, certe che riprenderanno a breve il loro impegno sportivo e sociale. Forza, ragazze!” .

IL TEMPO