Il coro aspetta Papa Francesco

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Il territorio della parrocchia San Bruno in via della Pisana è molto esteso, ma, in proporzione, gli abitanti non sono molti. I 9.000 parrocchiani sono dislocati in aree abbastanza variegate: la zona di colle Massimo è abitata prevalentemente da militari, mentre nell’area di Largo Quaroni si sono insediate, nelle case e villette costruite di recente, molte coppie giovani che hanno contribuito ad abbassare l’età media. Il territorio è caratterizzato, inoltre, da una forte presenza di istituti religiosi («semo pieni de suore» dice il parroco) e, più in generale, dal ceto medio. Non mancano i servizi «almeno rispetto ad altre periferie romane» e i problemi legati a criminalità, spaccio e disagio sociale sono in forte diminuzione rispetto al passato. Peraltro, la vera sfida di don Valerio, che ha assunto la reggenza della parrocchia San Bruno solo a ottobre, è un’altra.

Viene dall’esperienza decennale di Tor Pignattara, in un contesto tra i più problematici della Capitale, che presentava tuttavia alcuni aspetti positivi, come il forte senso di comunità e il grande spirito di appartenenza alla parrocchia e alla cristianità. Il vero problema della Pisana, a parere di don Valerio è, come in tutti i quartieri residenziali discretamente benestanti e un po’ «dormitori», quello legato all’esigenza di «rievangelizzazione» degli abitanti. «In questa zona – dice don Valerio – c’è molto ricambio: i militari spesso vengono trasferiti; mentre i comprensori residenziali sono chiusi da muretti e cancelli». Per questo, «entrare in contatto con la gente è difficile e la distanza è più grande». Don Valerio però è fiducioso di portare quella che definisce «una sferzata di energia. In questi primi mesi molto è già stato fatto soprattutto per l’attivismo dei giovani, grazie ai quali l’oratorio della parrocchia, da loro stessi organizzato seguendo il particolare metodo degli “oratori di Roma”, è diventato un vero e proprio punto di riferimento in una zona senza punti di ritrovo». Non mancano inoltre le attività rivolte agli anziani, la cui presenza è consistente, per far fronte ai problemi di solitudine e abbandono. Per fortuna ci sono i giovani dell’oratorio: «Di recente abbiamo organizzato la festa di Carnevale nei centri anziani. È stato un momento molto bello – ricorda il parroco – un’occasione di incontro tra bambini, giovani e anziani».

Ovviamente le attività spirituali non mancano. «Il catechismo è aumentato anche grazie all’incremento delle famiglie nel quartiere; sono circa 50 le prime comunioni previste per quest’anno. Inoltre, per la notte di Pasqua abbiamo programmato in chiesa una doppia vasca per i Battesimi. Una per i bambini, l’altra per gli adulti che chiedono di essere battezzati». Per il futuro, don Valerio, vorrebbe mettere in campo un altro strumento per attirare le nuove generazioni alla vita parrocchiale: la Catechesi dei 10 Comandamenti, molto in voga tra i più giovani, grazie al carisma e alla preparazione del suo amico don Fabio Rosini. La grande partecipazione al catechismo, però, mette in risalto un’altra problematica della parrocchia: le stanze piccole e anche un po’ fatiscenti. Per questo motivo «siamo costretti a frammentare i gruppi dividendoli nei vari giorni della settimana».

Di una bella riqualificazione avrebbe bisogno anche il campo da calcio, grande, ma abbandonato. Don Valerio spera, per il 50° anniversario della parrocchia, tra qualche mese, di avere il privilegio della visita di Papa Francesco. Ad accogliere il S. Padre sarebbe sicuramente il coro parrocchiale, vero orgoglio di questa realtà, che con i suoi concerti, raccoglie risorse per le iniziative di carità della parrocchia.

IL TEMPO