Grillo: “Ultimi giorni di Pompei, andremo sotto Colle. Poi al voto con legge elettorale che c’è”

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“Vogliamo andare alle elezioni con la legge elettorale che c’è, non con quella nuova”. Lo dice Beppe Grillo in piazza Montecitorio dove stamani i Cinque Stelle hanno organizzato ilRestitution day . Parole che arrivano a cinque giorni da un voto che Grillo non smette di definire “politico” e che rimbalzano all’indomani della sua partecipazione a Porta a Porta su RaiUno, dove il comico genovese è stato intervistato da Bruno Vespa. Nel frattempo, intervistato su La7Silvio Berlusconi gli dà del “pregiudicato e assassino, uno che incassava soldi in nero e ora fa il moralista”.

Stamani, davanti alla Camera dei deputati dove i parlamentari M5S hanno firmato un assegno da 5.433.840,93 euro – soldi che andranno in un fondo destinato alle piccole e medie imprese -, Grillo torna ad annunciare: dopo il voto delle europee, “andremo sotto il Quirinale in forma pacifica, e io starò lì un po’”. Questa “è una presidenza della Repubblica delegittimata, non ha una base politica e sociale. Non andremo più via” da sotto al Colle “finché” il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, “non si dimette. Se vinciamo le europee – insiste il fondatore del Movimento – non può stare in piedi, non può stare in piedi più nulla: governo, presidente della Repubblica, parlamento. Napolitano deve dimettersi immediatamente, è stato garante di ‘larghe intese’ fallite. Andrà in pensione, andrà a godersi la vita”. La replica del Colle arriva nel pomeriggio, quando Napolitano liquida le dichiarazioni di Grillo limitandosi a dire: “C’è libertà di parola”.
 
Poi l’affondo contro il premier Matteo Renzicon cui lo scontro è ormai quotidiano: “E’ un bamboccio che è stato messo lì ma ora ha capito che ha perso e si sta organizzando per dire il contrario, dicendo che non sono elezioni politiche. Per lui sono gli ultimi giorni di Pompei. Stanno chiamando gli anziani a casa – ha aggiunto – per dire di non votare Grillo, rivolgono attacchi violenti contro di me” ma “noi stiamo facendo una marcia trionfale. Le piazze sono sempre più piene”. Il presidente del consiglio, invece, ha ribadito Grillo, “è un povero ragazzo, un dilettante allo sbaraglio che si organizza le piazze” quando invece “le nostre sono spontanee”.

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