Grillo, provocazione con Shoah e Levi Ira della comunità ebraica: criminale

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ROMA Il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo ha scoperto la Shoah come argomento di campagna elettorale e ha riscritto la poesia che fa da incipit a «Se questo è un uomo» di Primo Levi, il libro che rappresenta una delle più toccanti testimonianze dello sterminio degli ebrei (Levi era un sopravvissuto di Auschwitz), pubblicando la versione «liberamente ispirata» sul suo blog, intitolata «Se questo è un Paese» per attaccare nuovamente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il governo di Matteo Renzi, e l’alleanza sulle riforme istituzionali del centrosinistra con Silvio Berlusconi. Il tutto corredato dalla foto dell’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz, un altro simbolo dello sterminio, ma con un ritocco: la scritta che campeggia sul cancello «Arbeit Macht Frei», letteralmente «il lavoro rende liberi», è stata trasformata in «P2 Macht Frei».
Un chiaro riferimento alle considerazioni del leader movimentista: «Considerate se questo è un Paese nato dalle morti di Falcone e Borsellino dalla trattativa Stato mafia, schiavo della P2, comandato da un vecchio impaurito delle sue stesse azioni che ignora la Costituzione. Considerate se questo è un Paese consegnato da vent’anni a Dell’Utri e a Berlusconi e ai loro luridi alleati della sinistra».

SAPORE BLASFEMO
Una trovata che per l’Unione delle Comunità Ebraiche italiane ha subito avuto un sapore blasfemo. «È un’oscenità sulla quale non è possibile tacere. Si tratta di una profanazione criminale del valore della Memoria e del ricordo di milioni di vittime innocenti», ha commentato a caldo il presidente Renzo Gattegna. Indignazione condivisa dal mondo della politica, in modo bipartisan. A cominciare dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio: «Non c’è nessuna P2 a Palazzo Chigi, la P2 è stata una disgrazia per questo Paese. Il governo sta andando contro tutti i poteri costituiti».
Ancora più duro il capogruppo piddino a Palazzo Madama Luigi Zanda: «Il post di Grillo è fascismo di stampo nazista», seguito a ruota da Alessandra Moretti via twitter: «Se questo è un comico. Vergogna per questo oltraggio alla memoria». Ma anche il centrodestra ha alzato gli scudi contro l’iniziativa pentastellata, con la portavoce forzista a Montecitorio Mara Carfagna che domandava: «Cosa aspettarsi da chi dichiara che il negazionismo non è da condannare e tollera che un suo parlamentare possa definirsi antisionista?». Infine il dissidente Tommaso Currò ha sottolineato: «Si tratta di una parafrasi che non sta né in cielo né in terra». In serata Grillo, dal Palalottomatica ha respinto le accuse parlando di travisamento delle sue parole.

IL MESSAGGERO