Grillo espelle Pizzarotti dal raduno M5S

BEPPE GRILLO 5

«Certo che vado a Roma» risponde tranquillo il sindaco Federico Pizzarotti camminando in piazza Garibaldi, la piazza su cui si affaccia il suo ufficio da primo cittadino. Andrà comunque a Roma dal 10 al 12 ottobre alla festa nazionale dell’M5S anche se il palco, per lui, sarà off limits. Chi ha stilato la scaletta della festa, infatti, ha ritenuto che si potesse fare a meno dell’intervento del primo cittadino parmigiano considerato ormai un bastian contrario scomodo che non rinuncia mai a dire la sua e, perciò, a mettersi contro i leader del movimento che, soprattutto da Milano, ai voli pindarici di Pizzarotti preferirebbero uscite più assistite. Ed è di nuovo per difetto che lo staff sceglie di rappresentare l’ortodossia: sul palco saliranno i parlamentari più allineati, sotto rimarranno (in ombra) i ribelli, i dubbiosi, tutto il coacervo di espressioni critiche e dissonanti, tra cui quel sindaco emiliano che profuma di civismo.
TAM TAM SUI SOCIAL

Per lui, Pizzarotti, non fa neanche più scena questa ennesima esclusione. Ieri, mentre giornali online e social rilanciavano la notizia della sua assenza al Circo Massimo, il sindaco 5 stelle più famoso d’Italia si è concesso un’ordinaria passeggiata domenicale dopo pranzo per ricaricare le pile e mettere a fuoco l’agenda politica della settimana che sta per iniziare e che lo vedrà relatore oggi a Montecitorio per parlare di welfare e del cambiamento dei servizi sociali in relazione ai bisogni emergenti. La settimana culminerà nella festa nazionale del movimento. Italia5stelle l’hanno chiamata. Una kermesse che ha l’obiettivo di ricompattare il movimento e che fa sembrare lontanissimi i primi ruggenti Vday. L’organizzazione è in mano agli attivisti del meetup grillino di Roma capitanati da Roberta Lombardi che ieri, armata di guanti e ramazza, è andata personalmente al Circo Massimo con i colleghi Luigi Di Maio e Paola Taverna per le pulizie preliminari. La scaletta della tre giorni prevede 27 interventi, ciascuno di un quarto d’ora. Venerdì la scena sarà tutta di Beppe Grillo, ma sabato e domenica la parola passerà anche agli eletti come i neo sindaci di Bagheria e Livorno Patrizio Cinque e Filippo Nogarin.
Sul palco si alterneranno i big del movimento e le voci più vicine alla linea Grillo-Casaleggio, una sorta di “non segreteria” politica stando al non statuto e all’allergia grillina per gli inquadramenti partitici. Sul palco ci saranno il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, Barbara Lezzi, David Borrelli, Carla Ruocco, Mattia Fantinati, Luigi Gaetti. L’intervento sulla politica estera sarà affidato ad Alessandro Di Battista. Vito Crimi parlerà di «Riforme costituzionali e inciuci». I parlamentari ribelli e lo stesso sindaco Pizzarotti non si aspettavano il tappeto rosso ma almeno una seduta di autocoscienza che analizzasse tutte le criticità emerse ultimamente, sì. Una su tutte: la raccolta fondi per la festa. Sulla bacheca facebook di Pizzarotti, a pomeriggio inoltrato, ieri è arrivata la precisazione, condita da una buona dose di amarezza: «Non è importante chi c’è o non c’è sul palco, ma le idee che si esprimono. Ci sarà il gazebo di Parma al nostro evento, e io sarò lì, tra la gente, come ho sempre fatto e come continuerò a fare». «Noi non abbiamo bisogno di passerelle», spiega Marco Bosi, capogruppo in consiglio comunale a Parma, convinto di poter avere ancora agibilità politica all’interno del movimento perché va ripetendo la necessità di un dialogo in tutte le salse, ormai da più di un anno, ricorrendo alle più trite formule di mediazione.

Il Messaggero