Grecia, l’Europa prepara il piano: default ma senza uscita dall’euro

EUROPA UE BRUXELLES

Un piano per permettere alla Grecia di restare nella zona euro, anche in caso di default a maggio. Davanti allo stallo totale nei negoziati con il governo di Alexis Tsipras, è a questo scenario che starebbero lavorando i creditori europei, dopo che la Germania ha escluso un accordo all’Eurogruppo del 24 aprile per sbloccare gli aiuti necessari a evitare la bancarotta. I governi della zona euro stanno «ovviamente guardando alle conseguenze di una Grexit», ma Atene «può fare default senza uscire dall’euro», spiega al Messaggero una fonte dell’Eurogruppo. Tutto dipende da quanto tempo riuscirà a reggere. Nessuno ha un’idea precisa di quali sia il fabbisogno di liquidità. All’inizio di maggio, Atene deve rimborsare quasi un miliardo di euro al Fondo Monetario e 20 milioni alla Bce. Ma in caso di default, i governi europei potrebbero chiedere a Tsipras di «chiudere per qualche giorno le banche, imporre controlli sui capitali e limiti ai ritiri di contante», dice la fonte dell’Eurogruppo. Nel frattempo, il governo greco dovrebbe chiedere «un programma per stabilizzare l’economia». In altre parole, un nuovo piano di salvataggio con misure di austerità e riforme in cambio degli aiuti. L’alternativa, secondo la fonte, è la «scomparsa del sistema bancario», che con ogni probabilità porterebbe alla Grexit: «Se non si introdurranno controlli, le banche finiranno i soldi in due ore».
LO SCENARIOIl presidente della Bce, Mario Draghi, ieri ha detto di non voler «contemplare» il default, ma ha avvertito che il proseguimento del programma di liquidità di emergenza Ela per le banche greche è «interamente nelle mani del governo» di Atene. Il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha ammesso che i progressi nei negoziati sono «lenti». Il ministero delle Finanze tedesco ha escluso un esborso prima di maggio. «Stiamo negoziando con la Grecia, ma il processo è complesso e nessuno all’Eurogruppo si aspetta che sia concluso entro il 24 aprile», ha spiegato un portavoce: «Se qualcuno ha l’impressione che l’aiuto possa essere sbloccato a aprile, si sbaglia». Wolfang Schauble ha minimizzato i rischi di una Grexit per il resto della zona euro: «Non vedo contagio nei mercati». Standard&Poor’s ha tagliato ancora il rating di Atene con outlook negativo. Per l’agenzia «se lo stallo tra la Grecia e i suoi creditori ufficiali non sarà risolto prima della metà di maggio», Atene non riuscirà a onorare gli obblighi nei confronti della Bce in luglio. La Grecia è «sempre più vicina all’abisso», ha detto il ministro delle Finanze slovacco, Peter Kazimir.
Nonostante la paralisi, la Commissione spera che la presenza dei principali protagonisti – dal greco Yanis Varoufakis a Draghi – al vertice dell’Fmi questa settimana a Washington permetta qualche passo avanti. Ma la trattativa si sta nuovamente trasformando in uno scontro politico. Fonti del governo greco hanno fatto sapere che Tsipras non cederà sulle sue linee rosse: tagli a salari e pensioni e riforma del mercato del lavoro. Schaeuble ha accusato il governo di Syriza di aver «distrutto» i progressi realizzati negli ultimi anni: «è una tragedia». Il clima conflittuale rischia di minare il piano per permettere ad Atene di restare nell’euro anche in caso di default. Per i controlli sui capitali, «serve la cooperazione» del governo Tsipras, spiega la fonte dell’Eurogruppo.

Il Messaggero