Gomez risponde a Defrel: pari tra Cesena e Verona

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L’uno a uno è il risultato giusto per una gara con poche emozioni e pochi tiri nello specchio. Il Verona trova il pareggio che cercava quando tutto sembra giocargli contro nel punteggio e nel computo degli uomini. Dopo avere completato tutti i tre cambi, infatti, la squadra ospite si ritrova in dieci per l’infortunio che mette k.o. Sorensen. Ma il calcio spesso va contro la logica. E così un lancio di Tachtsidis trova pronto allo stacco Gomez che s’inarca come un acrobata e con una deviazione sotto l’incrocio dei pali sorprende Agliardi. Per il Cesena che già assaporava la gioia del secondo successo è una beffa. E il finale non ripaga i padroni di casa che vedono il loro forcing spegnersi sulle conclusioni di Djuric e Cascione, bloccate dall’attento Rafael.
ALMEIDA C’È — Bisoli adotta un sistema apparentemente difensivo con una sola punta, il suo top player Almeida, all’esordio da titolare dopo un rodaggio durato un mese. Dietro gli gira attorno Defrel che deve fare da raccordo col centrocampo foltissimo. Invece Mandorlini conferma il suo assetto preferito ma rivoluziona l’attacco: fuori Toni, lasciato in panchina in omaggio al turn over, dentro Nenè che finora ha giocato pochissimo. Nico Lopez e Gomez sono esterni d’assalto ma senza il totem in mezzo sembrano molto sperduti. Il Cesena gioca sulla verticale, il Verona apre di più il campo con gli esterni. Non ci sono sussulti fino all’improvviso gol dei padroni di casa, un capolavoro di precisione e lettura della situazione di gioco: lancio di Cascione da centrocampo per Almeida che attacca lo spazio, si chiama addosso tre avversari e con freddezza appoggia all’indietro di testa per l’accorrente Defrel, completamente smarcato. Il francese ha tutto il tempo di sistemarsi il pallone sul sinistro, il suo piede forte, e mirare nell’angolo sul secondo palo dove Rafael non può arrivare. E’ il secondo sigillo stagionale di Defrel che in casa si esprime sempre molto bene. La reazione del Verona si esaurisce in una girata di testa di Nenè che finisce poco lontano dall’incrocio dei pali. La manovra peraltro è troppo lenta e prevedibile, Ionita non riesce a prendere il ritmo mentre Hallfredsson è stranamente molto impreciso e falloso. Sul finire del primo tempo, il Cesena deve sostituire Renzetti, vittima di uno stiramento ai flessori, con Mazzotta.
RIPRESA — Nella ripresa il Verona si getta in avanti ma non riesce a sfondare. Ci prova ancora Nenè di testa ma il tentativo è troppo centrale. Allora Mandorlini si affida ai cambi e ribalta l’assetto con l’innesto di Toni chiamando Gomez dietro alle punte. Ma il gol arriva nel momento meno propizio. Il volo di Gomez è una prodezza atletica. Non hanno fortuna invece gli avanti del Cesena col fenicottero Djuric, subentrato a Defrel, che si mangia il match-ball appoggiando debolmente di testa tra le braccia dell’incredulo Rafael un rigore a tre metri dalla porta.
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