Giovinco-Llorente Ora può trionfare già entro aprile e a quote mai viste

Giovinco

Eccolo «il» terzo scudetto di fila. Abbiamo evidenziato l’articolo perché sono stati Llorente e Giovinco a consacrarlo: il gigante e il bambino; l’articolo «il», appunto. Bellissimo il vantaggio di Giovinco al 16’, un gol alla Del Piero allo specchio, cioè con l’altro piede. Sebastian avrebbe vestito con orgoglio il 10 del capitano volato in Australia. Non gliel’hanno dato, l’hanno tenuto per Tevez che se ne è dimostrato degno, diventando presto un trascinatore. Giovinco ha atteso con pazienza, con la cocciuta convinzione del proprio valore e a Udine ha marchiato lo scudetto che arriverà. Migliore in campo per distacco: quanto a classe, il gigante ieri era lui.

Marchio attaccanti Llorente, ex oggetto misterioso, quello che sembrava solo bello, ha chiuso il match con il 14° gol del suo splendido campionato. Una doppia firma simbolica, perché questo sarà anche (soprattutto) lo scudetto degli attaccanti. Nelle stagioni scorse la Juve dava spesso la sensazione di una cascata d’acqua travasata in un imbuto: tanto gioco, tanto dominio e poche occasioni in proporzione. I Matri e i Vucinic facevano spazio per lo più agli incursori che rimediavano alla stitichezza offensiva. E quando i gol non arrivavano, fioccavano i pareggi. Tevez e Llorente hanno dilatato il becco dell’imbuto: sono scrosciati 32 gol in due. E le goccioline degli altri. Ora, scollinata l’Udinese, l’avversaria più temibile che dovrà incrociare la Juve, a parte la Roma, è l’Atalanta che sta 41 punti più in basso. Le avversarie della Roma nelle ultime 5 partite vantano 33 punti in più. Ma, concesso che Garcia le vinca tutte, Conte, battendo Bologna, Sassuolo e Atalanta può già festeggiare il titolo il 5 maggio, data non banale, e ridurre lo scontro diretto con i giallorossi a una gita di piacere. E se la Roma inciampa, la Juve può già far festa col Sassuolo entro fine mese o addirittura prima senza giocare grazie a Fiorentina e Milan. Per questo, la perentoria vittoria di una Juve magicamente rifiorita nella testa e nelle gambe, anche senza totem quali Tevez e Vidal, è stata omologata come «vittoria scudetto»: a Udine, dove festeggiò il tricolore del 5 maggio con un altro 2-0. Allora Del Piero e Trezeguet, stavolta Giovinco e Llorente.

Pogba non è Pippo La Signora ha la testa a posto. Lo si capisce appena esce di casa. E’ in una di quelle notti da far girare la testa che aveva quasi dimenticato. Lichtsteiner e Asamoah zompano in anticipo con antica reattività. Pogba, che nelle ultime uscite era svampito come Pippo di Topolino, arpiona palloni su palloni. E’ un gorgo di classe che risucchia la Juve tutta dalla sua parte. Llorente corre e si batte come se fosse alto mezzo metro in meno. L’Udinese, che si specchia nell’avversario con un modulo analogo, non ha scampo, perché perde tutti gli uno contro uno. Sembrava che la corsa potesse essere l’arma di Guidolin contro una Juve stanca e invece l’Udinese viene schiantata proprio sulla corsa.

Gio-Vinco La sentenza annunciata dal primo spezzone di gara, cade al 16’, con la meraviglia di Giovinco che accarezza il pallone d’interno sinistro e lo manda a circumnavigare i giovani guanti di Scuffet. Dieci minuti dopo il piedone di Llorente chiude in rete una serie di carambole da flipper generate da un angolo. Non impeccabile stavolta baby-Scuffet, mentre il suo maestro Buffon fa la prima parata all’88 minuto. D’accordo la forza della Juve e la mancanza di stimoli forti, ma la dignità non è una questione di punti: il popolo del Friuli, che attendeva una prova d’orgoglio, non meritava un’Udinese così sgonfia e dimessa. Il palo di Muriel nel recupero alimenta i rimpianti.Juve-record Un palo nella ripresa lo ha colpito anche l’incontenibile Giovinco che poi è uscito tra gli applausi di tutti, avversari compresi, come accadde una volta a Del Piero al Bernabeu. In questa notte almeno, il numero 10 dell’ex capitano avrebbe vestito bene le spalle strette di Seba. La Juve, oltre ad avere messo le mani sul terzo titolo di fila, ha eguagliato il proprio record di vittorie (28) che risale al 1949-50 e si prepara ad attaccare quello assoluto dell’Inter (30). A 5 turni dal traguardo ha già gli 87 punti di un anno fa e può superare la soglia dei 100 anche pareggiandone una (a Roma?). Ma soprattutto ha dimostrato di aver ritrovato la sua forma migliore, e qualcosa in più (Giovinco), al momento giusto: c’è un Benfica da scavalcare per poi accendere lo Juventus Stadium con la finale di Europa League.

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