Gioia City, la Premier è tua

Man City v QPR
C’è persino un raggio di sole quando l’arbitro Atkinson fischia la fine di Manchester City-West Ham e una marea umana si riversa sul prato dell’Etihad: la squadra di Manuel Pellegrini ha vinto 2-0 ed è campione d’Inghilterra. È il quinto trofeo dell’era Mansour: il successo nella Premier 2013-2014 si aggiunge alla Coppa d’Inghilterra 2011, al campionato 2011-2012, alla Community Shield 2012 e alla Coppa di Lega conquistata il 2 marzo scorso a Wembley. Il 2-0 è perfettamente inglese nella forma e nella sostanza. Nasri libera ogni paura al 39’ del primo tempo con una sassata da 20 metri, mentre il Liverpool sta perdendo a Anfield con il Newcastle. Kompany, il capitano, con una girata da bomber vero, firma il 2-0 definitivo ad inizio ripresa. La sostanza è nella lotta fino all’ultimo secondo, con Aguero e Noble a scambiarsi colpi proibiti in pieno recupero.
LA FESTA — Il City cerca a lungo il terzo gol per eguagliare almeno il primato del Chelsea di Carlo Ancelotti (103 reti nel 2009-2010), ma un’occasione divorata da Aguero – al rientro dopo il quinto infortunio della stagione –, i tiri imprecisi di Milner e ancora Aguero, una parata da urlo di Adrian su Nasri impediscono alla banda di Pellegrini di entrare nell’album dei primati. La festa è gioiosa. Invasione di campo, poi ritorno sugli spalti per la premiazione e musica a volontà, secondo la migliore tradizione inglese: dai Beatles alla coppia Simon and Garfunkel, nostalgia canaglia.
RIVINCITA PELLEGRINI — Ha vinto sicuramente la squadra più forte, con il miglior attacco e un allenatore che, a 60 anni, è riuscito ad aggiudicarsi il primo campionato in Europa dopo quelli d’Ecuador e di Argentina. Il cileno Pellegrini ha impiegato un decennio per imporsi e questo successo riscatta le amarezze di Madrid, quando nonostante un secondo posto e i 102 gol della stagione 2009-2010, fu licenziato per cedere il posto a Mourinho. Il caso ha voluto che i due si ritrovassero a lottare per il titolo della Premier e stavolta è andata bene a Pellegrini, favorito indubbiamente da una squadra più forte e più completa.
PROTAGONISTI — Il simbolo in campo di questa successo è l’ivoriano Yaya Touré, non a caso il più applaudito dal popolo del City: 24 gol, di cui 20 in campionato. Sulla sua scia, l’argentino Aguero, bomber assoluto con 28 reti; il bosniaco Dzeko decisivo in primavera; il francese Nasri finalmente continuo; lo spagnolo Silva come sempre ispirato dal talento; l’altro argentino Zabaleta, autentico leader della classe operaia. Il City è stato il più regolare della compagnia, anche se ha perso le due gare con il Chelsea e la maxisfida in casa del Liverpool, in uno scontro diretto che sembrava aver chiuso ogni speranza. Il futuro dice City, ma la sentenza per aver infranto le regole del fair play finanziario potrebbe rimettere in discussione molte cose. Ora però è il momento della festa e il popolo del City, giustamente, vuole godersela fino in fondo. La voce di Tina Turner, mentre chiudiamo questo “pezzo”, è un buon modo per farlo.
I VERDETTI DELLA PREMIER — Vittoria inutile per il Liverpool, che contro il Newcastle si ritrova in svantaggio per colpa dell’autorete di Skrtel, ma rimonta con le reti di Agger e Sturridge. Una stagione comunque straordinaria quella dei Reds, che chiudono al secondo posto. Terzo il Chelsea di Mou (2-1 in rimonta a Cardiff con gol di Schurrle e Torres), che si qualifica per la fase a gironi della prossima Champions. L’Arsenal vince 2-0 contro il Norwich, che retrocede così in Championship nonostante la contemporanea sconfitta del Wba con lo Stoke. Il quarto posto vale invece per i Gunners i playoff di Champions League. Oltre al Norwich, già retrocesse Fulham e Cardiff, mentre in Europa League vanno Everton (che vince 2-0 sul campo dell’Hull e chiude quinto) e Tottenham (3-0 con l’Aston Villa).
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