Frosinone ai titoli di coda

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FROSINONE Il Frosinone perde l’ultimo treno per la salvezza e praticamente saluta la massima serie davanti ad un «Matusa» paradossalmente – per chi non conosce i ciociari – festante al grido di «grazie ragazzi». Il Palermo passa per 2-0 in una gara brutta e con poche emozioni, ma alla fine il risultato è chiaro ed ora ai giallazzurri servirebbe davvero un miracolo sportivo per pensare di restare in A. Stellone si affida al 4-3-3, con Soddimo largo e Kragl interno; Ballardini si chiude con un 3-5-1-1 e rispolvera Maresca in mezzo al campo, con Gilardino supportato da Vazquez.

Il «Matusa» è una bolgia sin dall’inizio, vincere è l’unica cosa che conta per le due squadre, lo cantano i 7000 tifosi ciociari ed anche i 141 supporters palermitani, molti dei quali a torso nudo che provano a caricare i loro beniamini. Al 1′ è subito Ciofani che raccoglie un cross di Paganini e gira di testa, ma la palla finisce alta, poi succede poco o nulla. Il modulo tattico scelto da Ballardini ingabbia il Frosinone che si mostra contratto. Il pallone sembra scottare tra i piedi di Ciofani e soci, mentre il Palermo si affida alle ripartenze. Allora Stellone cambia modulo, allarga Kragl e piazza Soddimo dietro Ciofani per cercare di sbloccarla.

La ripresa inizia col Frosinone avanti, al 4′ è Paganini ad avere la grande occasione, ma sul cross di Kragl il suo colpo di testa finisce alto di poco. I ciociari premono e al 10′ Sorrentino salva su Kragl, poi dopo trenta secondi il Palermo passa: cross di Rispoli, Leali è incerto su Gilardino (in fuorigioco) tocco di testa dell’attaccante e gol: nel momento migliore giallazzurro, i rosanero segnano. Una doccia gelata che non placa il calore del «Matusa» che continua a cantare. Stellone gioca la carta Dionisi che serve subito Ciofani, tiro del numero nove e parata di Sorrentino. Al 36′ miracolo di Sorrentino su Paganini, nel Frosinone allora tutte le punte dentro, tanti centrocampisti ed il solo Blanchard in difesa, ma la trappola di nervi tesa dalla squadra di Ballardini funziona. Al 47′, in contropiede, Trajkovski pone la pietra tombale sulle speranze del Frosinone e raddoppia. E’ la fine.

Ormai è solo la matematica a non condannare il Frosinone, ma la prima esperienza giallazzurra in massima serie è ai titoli di coda. La gente lo sa, ma chiama la squadra sotto la curva, i giocatori e Stellone si abbracciano cantando con i tifosi: la passione non retrocede.

L’allenatore giallazzurro lo sa e lo sottolinea: «Volevo ringraziare i tifosi, oggi ho assistito a qualcosa che in 20 anni nel calcio non ho mai visto, mi sono commosso». Poi Stellone ha analizzato la gara: «Nel primo tempo eravamo contratti e bloccati dall’importanza della gara, nel secondo potevamo andare in vantaggio, poi hanno segnato, in fuorigioco. Un altro errore ai nostri danni. Ora abbiamo l’obbligo di provarci». Per Ballardini invece tanta soddisfazione, ma non è la gara della svolta: «Partita di grande sostanza, possiamo giocare meglio, ma oggi era così. È nelle grandi difficoltà che si vedono i grandi uomini. Il Frosinone è ancora in corsa per la salvezza». Deluso Daniel Ciofani: «Siamo arrabbiati, abbiamo dato tutto ed il Palermo ci ha puniti».

IL TEMPO