Francia, nelle città crolla la sinistra Hollande rilancia con il rimpasto

Hollande

La vittoria di Anne Hidalgo, sciarpa rosa al collo, madame la maire, prima donna a sedere sulla poltrona di cuoio rosso del sindaco di Parigi, non è bastata a restituire nemmeno un piccolo sorriso ai socialisti francesi ieri sera. La sconfitta delle municipali è durissima, nessun sussulto dopo lo schiaffo del primo turno. La carta politica della Francia si tinge di blu: l’azzurro dell’Ump, partito all’opposizione, che rialza la testa, strappa alla sinistra più di 150 grandi città e chiede al presidente un immediato cambiamento di politica, e il blu scuro del Fronte Nazionale, che non sfonda quanto avrebbe voluto, ma conquista quindici comuni città e un esercito di «almeno 1200 consiglieri comunali»: «una nuova tappa nella storia del movimento» dice Marine Le Pen. L’astensione resta da record, al 40 per cento. La gauche è al tappeto. La prima risposta ci sarà già oggi, con l’annuncio dall’Eliseo di un rimpasto di governo e il probabile ritorno sulla scena dell’ex compagna e madre dei quattro figli del presidente Hollande, Ségolène Royal.
PERDITE SOCIALISTE

La lista delle città perdute dai socialisti ieri non finiva più di allungarsi: Tolosa, Amiens, Reims Angers, Roubaix, Periguex. Va a destra Brive-La-Gaillarde, capoluogo delle terre di Corrèze, feudo elettorale di Hollande. Cadono storici bastioni rossi come Saint-Etienne, Limoges, governata dalla gauche dal 1912, La Roche-sur-Yon, dei socialisti da 37 anni e Chambéry. Cade anche Quimper, dove perde Bernard Poignant, amico e consigliere di Hollande, mentre Marsiglia resta saldamente e per il quarto mandato consecutivo al conservatore Jean-Claude Gaudin. Qualche buona notizia annega nella marea blu: Parigi, naturalmente, dove però la sconfitta di Anne Hidalgo contro l’ex portavoce di Sarkozy Nathalie Kosciusko-Morizet non era mai stata nemmeno presa in considerazione, Strasburgo, che resta socialista come la Lille di Martine Aubry o Lione, ma di misura. Dopo Hénin-Beaumont, conquistata al primo turno, il Front National manda sindaci a Fréjus, Béziers, Beaucaire, nel sud, a Villers-Cotterets, città natale di Alexandre Dumas, a Hayange, nell’est. Manca la vittoria a Avignone e perde il numero due del partito Florian Philippot nell’industriale Forbach, nella Mosella. «E’ il migliore risultato di tutta la nostra storia» ha comunque commentato Philippot.
IL PREMIER AYRAULT

A sinistra, Jean-Marc Ayrault voleva annunciare subito le dimissioni, ma ha per ora solo ammesso «una responsabilità collettiva di cui mi assumo tutta la mia parte». Già oggi arriverà il rimpasto, prima di un intervento in tv di Hollande. Favorito alla guida del nuovo governo è il ministro dell’Interno Manuel Valls. Praticamente sicuro l’ingresso nella nuova squadra di Ségolène Royal che ha parlato della necessità di «un governo da battaglia» per cambiare «ritmo e metodo». Il segretario dell’Ump Copé ha approfittato della vittoria per rivendicare di essere «il primo partito di Francia» e chiedere a Hollande «di cambiare subito politica, su fisco, lotta alla disoccupazione e alla precarietà».
Unico sorriso della gauche, Anne Hidalgo. Ha parlato dal suo quartier generale a due passi dalla Bastiglia, a testa alta: «Sarò il sindaco di tutti i parigini – ha detto – la mia, è la vittoria di una sinistra fedele ai suoi ideali».

Il Messaggero