«Foto sparite, sviate le indagini su Stasi»

Garlasco: legale Poggi, esami su capello, unghia e bici

«Indagini sviate». Per negligenza, per imperizia, per superficialità. «Ero curiosa di vedere se, tra le migliaia di pagine agli atti, avrei trovato le fotografie delle scarpe di Alberto, dei graffi che aveva sulle braccia, delle biciclette di famiglia. Ma tra i faldoni non c’è niente di tutto questo», ha affermato due giorni fa in udienza il sostituto procuratore generale Laura Barbaini. E per l’accusa la clamorosa scomparsa di 41 fotografie dalle carte del procedimento a carico di Alberto Stasi, imputato dell’omicidio della fidanzata, avrà un impatto sul processo d’Appello bis: «Se ne terrà conto in sede di requisitoria».
CACCIA ALLE SCARPE

La pubblica accusa, in sostanza, ha implicitamente denunciato un vero e proprio «sviamento delle indagini». Un raccoglitore contenente 41 scatti che immortalano Alberto da solo, con Chiara e con gli amici di Garlasco acquisito dai carabinieri nell’autunno 2007 nella villetta degli Stasi in via Carducci è scomparso dagli archivi della caserma di Vigevano, dove avrebbe dovuto essere custodito. La scorsa estate il pg Barbaini, scavando tra le carte dell’inchiesta, trovò il verbale dell’elenco del materiale sequestrato sette anni fa a casa di Alberto: oltre a calzature, abiti, computer e bicicletta, c’erano anche quelle immagini del mondo di Chiara e Alberto. Foto apparentemente innocue, ma che avrebbero potuto rivelare dettagli illuminanti. Gli scatti di Alberto alle feste, o durante una scampagnata, potevano fornire dettagli preziosi sul suo abbigliamento e in particolare sulle scarpe che indossava lo studente bocconiano. Erano tra quelle repertate a casa sua dai carabinieri, tutte immacolate e senza tracce del sangue di Chiara? E ancora: che bicicletta usava abitualmente Alberto, tra quelle a disposizione nel garage della villetta? Domande alle quali le foto avrebbero potuto fornire una risposta, così il pg Laura Barbaini ha incaricato i carabinieri di Vigevano, guidati dal capitano Rocco Papaleo, di cercare ovunque quel raccoglitore. Senza risultati, perché di quegli scatti si sono perse le tracce. Non sono mai stati trasmessi al pm Rosa Muscio, non sono stati rintracciati nell’ufficio corpi di reato nè nella cancelleria della soppressa Procura di Vigevano, non sono state restituite ad Alberto e a quanto pare non esiste una copia. Insomma, come ha spiegato in aula il pg, le fotografie sono svanite nel nulla ed è altamente probabile che siano andate perse. Una grave negligenza che potrebbe avere conseguenze sull’andamento del processo, perciò il caso verrà approfondito: «E’ possibile la convocazione di testimoni in aula».
LE BICICLETTE

Intanto, nell’istanza di ulteriori attività istruttorie, il pg Barbaini fa chiarezza sulla questione dei pedali: «E’ matematicamente escluso che ci sia stato uno scambio tra i pedali» delle due biciclette degli Stasi, cioè quella bordeaux sequestrata al tempo delle indagini, su cui furono trovate tracce del dna di Chiara, e quella nera da donna sequestrata lo scorso aprile. Come scrive l’accusa: i «componenti» della bicicletta nera «hanno date di fabbricazione tra loro congruenti».

Il Messaggero