Fitto diserta il summit con Berlusconi. E Silvio «Il capitano resto io»

SILVIO BERLUSCONI

Arriva al Tempio di Adriano il professor sottile dell’anti-berlusconismo tendenza Fitto: è Paolo Sisto. Look casual: è la divisa della scissione?. «Ma no….». Dirà infatti poco dopo il generale di questa truppa, Raffaele Fitto: «Noi vogliamo soltanto rifondare, non distruggere». Accolgono Raffae’ – al battesimo del correntone azzurro o del partito berlusconiano dell’Opa anti-berlusconiana – la Bonfrisco con sigaro in bocca, l’ex ministro Saverio Romano, Capezzone senza la sua gatta onnipresente su Twitter, il napoletano D’Anna e molti cosentiniani, i senatori pugliesi e il deputato Rocco Palese che corse come candidato presidente pugliese voluto da Fitto («Ma non sa neanche parlare italiano!», protestò Berlusconi) e Giuseppe Galati e via così: sono trentacinque i parlamentari presenti («C’è più gente qui che da Berlusconi l’altro giorno sempre al Tempio di Adriano», è il commento dei più) e questo non rende tranquillo l’ex Cavaliere. «Ma non avevate detto che sono quattro gatti?», s’è sfogato con alcuni dei suoi che tengono la conta dell’armata Raffae’.
Contemporaneamente a palazzo Grazioli Berlusconi se ne sta riunito con i fedelissimi: dobbiamo evitare le provocazioni, si capirà presto se dietro le richieste di rinnovare il partito ci sono in realtà ambizioni personali, dice. Chiarendo, peraltro, che il «capitano» del centrodestra era e resta lui perché «non ne conosco di migliori»
DA ALEMANNO A MINZOLINI

In mezzo all’esercito dei frondisti – molti non sono venuti alla kermesse di Fitto ma danno l’appoggio esterno – ecco una pattuglia strana e variegata, un po’ di ex e un po’ di truppe di supporto. Francesco Storace il quale, entrando, dice di se stesso con un sorriso: «Anche i pregiudicati ci sono». E il centrista Ciocchetti? Eccolo. E Nespoli? Anche lui. Ma soprattutto, oltre a Andrea Ronchi, Alemanno. E’ uno dei primi ad arrivare all’evento: «Grande attenzione da parte mia a ciò che sta facendo Fitto». Ora Fitto sta citando (uno scippo a Berlusconi) la Thatcher. Poi chiede le primarie («Il centravanti va scelto dai tifosi-elettori e non calato dall’alto»). E domani organizza a Bari un mega No Tax Day che vuole battere quello a cui partecipa Berlusconi a Milano. Il suo spin doctor è Luigi Crespi (inventò da Bruno Vespa il Contratto con gli italiani di Silvio) e l’intento è quello di sprovincializzare Raffaele.
Sul palco con Fitto c’è il presidente di Confedilizia (Corrado Sforza Fogliani) e grande spazio a Confcommercio e a Confartigianato. «Il momento è ora», spiega in platea il senatore Minzolini: «I temi di Berlusconi e la sua egemonia culturale se li sono presi Renzi e Salvini, scippandoli a Forza Italia. E’ la riprova che noi non abbiamo una classe dirigente all’altezza». Fitto però, anche per smentire Berlusconi che lo chiama «il mezzo parroco di Lecce», si sente talmente attrezzato per la battaglia che ieri prima di pranzo è accaduto questo. Doveva andare a mangiare con Berlusconi. Il quale gli dice: «Vengono anche la Bergamini, Toti e i capigruppo». E Fitto: «Allora non vengo io». Berlusconi: «Perchè?». Fitto: «Diventerebbe una recita dalla quale poi usciamo e tu dici che è andato tutto benissimo e abbiamo fatto una bella pace. Io voglio parlare invece, molto seriamente, di contenuti». Per ora parlano i numeri e dicono che il «mezzo parroco di Lecce» si sta mangiando la metà del corpo parlamentare di Silvio.

Il Messaggero