Figc, Tavecchio: “Italia paese da svecchiare col calcio”

TAVECCHIO

Un c.t. che dia una linea tecnica dall’Under 15 alla Nazionale maggiore, “di grande prestigio che rispetti le nostre ristrettezze economiche”. Una riforma dello Statuto che cancelli il diritto di veto “occulto”, sfidando calciatori e allenatori a modificare la norma già l’11 agosto (portando dal 75 al 65 % la soglia per cambiare lo Statuto). Un sostanziale no alle seconde squadre e viceversa un sì alla liberalizzazione delle multiproprietà. Queste sono alcune delle tante prese di posizione di Carlo Tavecchio, che ha ricevuto l’unanime sostegno alla sua candidatura da parte dei 90 delegati della Lega Dilettanti, a distanza di poche minuti dalla consegna della lettera con cui il presidente della Lega A Beretta gli ha portato il sostegno di 18 dei suoi 20 club. All’investitura c’erano anche fra gli altri due ex presidenti federali, Franco Carraro ed Antonio Matarrese.

CAMBIAMENTI — Per Tavecchio: “L’Italia è un Paese che dorme e va svegliato, anche con il calcio”. Fra le sue proposte pure l’introduzione di una regola che costringerà i grandi club, “con amabili ricatti”, a creare anche una squadra femminile. Tra un punto e l’altro del suo lungo intervento Tavecchio incappa in una gaffe sulla questione stranieri (“In Italia arrivano stranieri che prima mangiavano banane e da noi sono titolari”), scusandosi subito dopo. L’ormai candidato presidente ha, tra le altre cose, ridimensionato anche la polemica con Andrea Agnelli parlando del desiderio di incontrare il presidente della Juve. Non è mancata però una stoccata alla ‘provocazione’ di eleggere il presidente della FIGC con le primarie. “Sono battute libere, come fare curva nord contro curva sud”, ha detto lapidario. Tavecchio non ha mai nominato il suo avversario Demetrio Albertini, ma lo ha ripetutamente criticato con alcune allusioni:”Abbiamo più di 20 milioni di bilancio. Se la società non si può iscrivere, abbiamo garantito per i pagamenti delle giocatrici non pagate dalle società. È un risultato che i media non conoscono, conta di più un lancio da 40 metri che un bilancio perfetto. Io posso fare quanti lanci volete, ma quanti altri sanno mettere a posto un bilancio?”.

La Gazzetta dello Sport