Fi esclusa dalla Consulta, Berlusconi infuriato con Renzi: «Vuole fare il dominus, merita la sfiducia»

BERLUSCONI

Renzi ci tratta come se fossimo i Cinque Stelle. Silvio Berlusconi non nasconde con i suoi la rabbia verso il presidente del Consiglio che di fatto taglia fuori Forza Italia preferendo chiudere l’intesa con i grillini sulla Consulta. Ospite dell’ormai tradizionale presentazione del libro di Bruno Vespa, l’ex premier non risparmia le accuse contro il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, bollato come un «dominus» e accusato di «non lasciare nessun posto all’opposizione». E’ «molto, molto grave che nella Consulta non ci sia nemmeno un giudice di centrodestra», rileva Berlusconi, spiegando i «tanti motivi» che hanno indotto il suo partito, assieme a Lega e Fratelli d’Italia, a presentare la sfiducia contro l’esecutivo. Ma non contro il ministro Maria Elena Boschi: anzi, l’ex leader azzurro annuncia che Forza Italia non voterà la mozione dei Cinque Stelle contro il ministro delle Riforme.

Salvabanche, «risarciscano tutti i risparmiatori»
L’attacco al governo Renzi non risparmia il decreto salvabanche: Berlusconi giudica «balzana» l’idea di affidare la vigilanza e il controllo sui prodotti finanziari delle banche a un arbitro. E ribadisce la necessità «che vengano risarciti tutti» i cittadini che hanno perso i loro soldi: secondo la stima dell’ex leader azzurro si tratta di 30 mila persone. L’ex premier si spinge oltre e chiede una verifica sui nomi di chi ha ricevuto prestiti dalle quattro banche salvate dal governo «e non li ha restituiti provocandone così il dissesto. Così si vede se ci sono vicinanze tra queste persone e la politica». Perché, scandisce il leader azzurro, «si deve sapere se ci sono delle vicinanze non accettabili tra quegli istituti bancari e chi fa politica».

«Centrodestra unito, siamo già un punto sopra il Pd»
Berlusconi torna a denunciare l’anomalia «democratica» in cui si trova il Paese invocando l’intervento del presidente della Repubblica: «Fossi in lui scioglierei il Parlamento per tornare al voto». Il leader di Forza Italia è un fiume in piena, ribadisce la necessità che il centrodestra sia unito: «Insieme siamo già un punto sopra il Pd». E allontana le voci di stallo sulle candidature: anzi, fa sapere che con gli alleati oltre che di amministrative «i nomi saranno presentati entro i primi due mesi del 2016» e che si discute già «della squadra di governo». In realtà, lontano dai riflettori, l’ex premier sa perfettamente che i problemi sono ancora lontani dall’essere risolti, sia per quanto riguarda le alleanze che dentro Forza Italia. Ma davanti al suo pubblico di sempre ostenta sicurezza: «Io credo fortemente nel cambiamento della situazione perché in Ncd una maggioranza non vede di buon occhio l’alleanza con Renzi e quella di Salvini è una posizione su Alfano, quindi credo che si possa tornare, nelle situazioni locali, a un passaggio di Ncd nel centrodestra». Il prossimo governo, secondo Berlusconi, deve essere «formato in maggioranza da persone che vengono dalle realtà vere del Paese»: ovvero, secondo i ragionamenti che l’ex leader azzurro ha fatto con Meloni e Salvini, un «governo di 12 persone che vengano da successi sul territorio» e «8 ministri nominati 3 da Forza Italia, 3 dalla Lega e 2 da Fratelli d’Italia».

«Torno in campo, ma il mio ruolo dopo la sentenza di Strasburgo»
Confermata quindi la nuova discesa in campo?«Io ritorno ora in campo per quel che posso fare nella comunicazione e per tenere insieme il centrodestra come regista della coalizione e lo farò fino in fondo. Vedrò di prendere una decisione definitiva sul mio ruolo solo quando la Corte di Strasburgo darà la sua parola definitiva sulla sentenza della Cassazione». Ma intanto affina le armi contro il Pd: «Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi: il Pd si posiziona al 31% e tutti coloro che fanno le indagini demoscopiche concordano sul fatto che il Pd non possa salire rispetto a questa percentuale. Non è oggi prevedibile un incremento del Pd».

Il cerchio magico
«Posso spendere una parola a difesa del cosiddetto cerchio magico? Innanzitutto qui di magico ci sono solo io… Comunque, devo dire che ci sono delle donne mie dirette collaboratrici che sono straordinarie». Alla presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa Silvio Berlusconi elogia le fedelissime azzurre. Il Cav cita Mariastella Gelmini, Mara Carfagna e si sofferma in particolare sul tesoriere unico di Fi: «La senatrice Rossi ha ridotto i debiti del partito e si è assunta la responsabilità di decisioni dolorose come il licenziamento dei dipendenti».

Corriere della Sera