Europa e governo Renzi rilancia Ma FI e sinistra Pd vanno all’attacco

Matteo Renzi press conference, Rome

Matteo Renzi sceglie Tirana come ultima tappa estera del semestre di presidenza italiana della Ue. E in Albania, Paese che aspira a far parte a pieno titolo dell’Unione, preme l’acceleratore sull’Europa e sugli obiettivi del suo governo. Trovando un alleato nel premier albanese Edi Rama, alle prese, come lui, con un vasto programma di riforme, dalle quali, entrambi i capi di governo, respingono fermamente l’etichetta «di destra». Il segretario del Pd replica così alla minoranza del suo partito che, dopo Natale, ha intensificato gli attacchi al Jobs act. La riforma della legislazione sul lavoro è nel mirino anche di FI che, al contrario della sinistra dem, l’accusa essere «troppo di sinistra».
Renzi, ieri, ha scelto di non prendere parte alle polemiche, preferendo indirizzare i suoi messaggi a Bruxelles: «O l’Europa si allarga o – ha affermato – perde una grande occasione. Non c’è futuro per la Ue senza l’allargamento», ha aggiunto, osservando che «due capisaldi dell’Europa del futuro sono il Mediterraneo, come Mare Nostrum, e i Balcani come luogo che è stato per un secolo luogo di guerra, e oggi è luogo di pace». Di qui la considerazione che «quando qualcuno mette in discussione l’ingresso dell’Albania e di altri Paesi sbaglia tutto».
ATTACCO CONCENTRICO
Altra atmosfera in patria per Renzi, dove la riforma del lavoro è sotto l’attacco concentrico di azzurri e sinistra pd. Daniela Santanché afferma che «l’esclusione degli statali e il trattamento punitivo riservato dalla legge di Stabilità alle partite Iva palesano l’intenzione del governo di massacrare i privati. Il solito vizio della sinistra». Neppure il proposito del premier di introdurre una normativa contro i ”fannulloni“ nella PA soddisfa Renato Brunetta, che rivendica la primazia dell’iniziativa anti-fannulloni al suo ministero nell’ultimo governo Berlusconi: «Renzi dimentica – dice il capogruppo FI – che licenziare i dipendenti che non lavorano è possibile, basta applicare la riforma Brunetta, senza sprecare energie per una nuova».
Specularmente, sull’opposto versante, il Jobs act è tacciato dalla sinistra dem di aver mancato tutti suoi obiettivi: «Era partito – sostiene Stefano Fassina – con l’intento di estendere le tutele ai precari e invece, l’unico risultato è un arbitrario potere alle imprese di licenziare. Si è così rivelato il vero obiettivo del Jobs act: indebolire i lavoratori e ridurre la loro capacità contrattuale». Uguali accuse da Cuperlo, Civati e Damiano, per i quali la legge avrebbe vizi di costituzionalità e annunciano che «si batteranno per la cancellazione di una norma ingiusta».
Anche la Lega boccia il Jobs act, ma Matteo Salvini preferisce attaccare Renzi sul fronte delle alleanze, contestando la leadership di Silvio Berlusconi su FI, la cui rilevanza, in vista dei voti su riforme e Quirinale, il premier ha voluto sottolineare nella conferenza stampa di fine anno: «Berlusconi è un uomo valido che ha fatto tantissimo, ma non esistono leadership a vita per nessuno. Dunque anno nuovo, vita nuova», ha detto il segretario del Carroccio, confermando le sue mire di leadership su tutto il centrodestra.

Il Messaggero