Esuberi Alitalia accordo in extremis Ok di Cisl, Uil e Ugl ma si sfila la Cgil

ALITALIA, AVANTI CON ETIHAD, LUPI SPERO INTESA IN SETTIMANA

L’accordo sugli esuberi Alitalia è arrivato in extremis. Al termine di un braccio di ferro durato tre giorni e con la Cgil che, come previsto, si è presa altre 48 ore prima di sottoscrivere o meno l’intesa. Nella sostanza però la mediazione al ministero del Lavoro tra azienda e sindacati è servita a smussare un piano da lacrime e sangue, introducendo più flessibilità e tutele, ma lasciando aperte anche molte incognite sul futuro del personale di terra. Per la verità gli esuberi, almeno sotto il profilo tecnico, restano 2.251 ma di questi, 616 saranno ricollocati nel perimetro aziendale della compagnia, ovvero salveranno il posto, mentre 681 verranno esternalizzati entro il 31 dicembre prossimo. Per 954 dipendenti scatterà la mobilità vera e propria con la sperimentazione dei nuovi contratti di ricollocamento. Ieri sera Cisl, Uil e Ugl hanno dato il via libera, considerando l’accordo quadro il male minore rispetto ad un clamoroso fallimento della trattativa, mentre il sindacato guidato da Susanna Camusso ha preso ancora tempo e non è escluso che decida di non aderire al piano. Probabilmente la Cgil attenderà l’arrivo a Roma del ceo di Etihad, James Hogan, quando bisognerà dare una risposta definitiva.
I TERMINI DELL’INTESA

Nel dettaglio dei 616 lavoratori che saranno ricollocati nel perimetro aziendale, 250 sono assistenti di volo ai quali verrà applicato il contratto di solidarietà. Con notevoli risparmi per l’azienda. In un primo tempo, si ricorderà, il ricorso a questo tipo di ammortizzatore sociale era stato escluso categoricamente. Ci sono poi – ed è la novità – circa 200 lavoratori che andranno a sostituire i contratti a tempo determinato in scadenza con contratti a tempo indeterminato. A questi si aggiungono poi i dipendenti Alitalia che andranno in pensionamento (86) e quelli che hanno già dato le dimissioni volontarie e sono usciti (80). Per quanto riguarda invece i 681 lavoratori che verranno esternalizzati entro fine anno, non ci sono certezze su dove finiranno. Le aree interessate sono quelle della manutenzione (si parla di Atitech) dell’information technology e dei servizi nel perimetro dei fornitori di Alitalia e Adr. Difficile capire se tutti riusciranno a trovare un impiego.
E’ invece certo che circa 100 piloti Alitalia saranno assunti da Etihad dopo la selezione e su base di una richiesta volontaria. Con loro, diretti ad Abu Dhabi, anche circa 100 tra tecnici, ingegneri e manutentori. L’accordo quadro prevede che tutti i 681 lavoratori passeranno necessariamente attraverso la mobilità prima di essere ricollocati in altre aziende. Scende infine da 980 a 954 il numero dei lavoratori che andranno in mobilità e ai quali verrà applicato il contratto di ricollocamento previsto dalla legge di stabilità. Il ministro del lavoro Giuliano Poletti ha ricordato che sono stati già stanziati 15 milioni. 
IL FUTURO

Complessivamente, fanno notare dal ministero delle Infrastrutture che ha tirato le fila della trattativa, andranno in mobilità 1.635 lavoratori. Circa la metà rispetto alle richieste iniziali degli arabi che puntavano ad un taglio secco di tremila posti di lavoro. Sempre in serata i sindacati hanno affrontato il nodo del rinnovo del contratto aziendale, ma le posizioni, almeno dopo una prima discussione, appaiono ancora distanti. Se ne riparlerà domani, quando riprenderanno le trattative per definire la questione.

Il Messaggero