Esodati, salvaguardia per altri 32 mila

giuliano_poletti

ROMA E sei. Sesto step, appunto, per tutelare un altro nutrito gruppo di esodati che andrà ad infoltire la sempre più robusta schiera di coloro (170.000) che oggi sono senza lavoro, senza coperture sociali a qualche anno dal pensionamento. Il ministro, Giuliano Poletti, ha confermato quanto anticipato dal Messaggero«La proposta del governo – ha spiegato il titolare del Welfare – prevede di prolungare di un anno le salvaguardie. Solo chi maturerà il diritto nell’arco dell’anno prossimo sarà incluso nelle salvaguardie, cosa che finora non era prevista». Il limite temporale si sposta dunque dal gennaio 2015 al gennaio del 2016. Ma quanti saranno gli ex lavoratori ad usufruirne? E’ stato lo stesso Poletti a fornire le cifre: «Sono 32.100 e 24.000 di essi riguardano posizioni recuperate dai precedenti interventi e per le quali non era arrivata domanda». Il ministro ha precisato anche le risorse a disposizione per l’operazione: 137 milioni per il 2015 e 119 per il 2016 che nell’arco di dieci anni produrranno risparmi per 108 milioni. Per far fronte al nuovo esborso si dovrebbe attingere al fondo occupazione a disposizione del dicastero.
IL PARLAMENTO
Evidentemente però questo ennesimo intervento-ponte non può rappresentare la soluzione del problema che dovrebbe essere affrontato nella sua globalità già dal prossimo 2 luglio come ha annunciato il presidente della Camera, Laura Boldrini, con un messaggio su Facebook: «Il provvedimento arriverà finalmente in aula mercoledì. Sarà un primo passo per fornire garanzie a tanti lavoratori rimasti senza stipendio e senza pensione, a causa di un meccanismo pensionistico che non li ha tutelati. Spero che la prossima settimana tutte le forze politiche dimostrino l’impegno necessario per raggiungere l’obiettivo che migliaia di famiglie attendono da troppo tempo». Il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano (Pd), parla di «un nuovo passo in avanti che va nella giusta direzione anche se nella legge di stabilità bisognerà trovare una soluzione strutturale».
Di tutt’altro tenore i commenti a caldo dell’opposizione. Per la deputata FI, Renata Polverini, si tratta di una «ennesima pezza a colori» alla quale il presidente della Commissione Damiano dovrebbe rimediare aprendo una discussione a tutto campo sulla riforma Fornero. «Un’altra presa in giro da parte del governo – polemizza Walter Rizzetto del Movimento 5 Stelle – che invece di risolvere una volta per tutte il problema tende a smarcarsi e a non produrre nulla di serio». Solo parzialmente soddisfatto il sindacato che sollecita una via d’uscita definitiva. 
Giuliano Poletti rimanda il tutto ad una revisione complessiva del sistema previdenziale che tenga conto delle molteplici varianti rispetto a coloro che perdono il lavoro. Nella prossima legge di stabilità sarà dedicata una particolare attenzione a tutte le «situazioni più problematiche», compreso anche il tema ”quota 96” e macchinisti. Parola di ministro.

IL MESSAGGERO