Equitalia, ultima chiamata per 40 mila

EQUITALIA 3

«Non è una sanatoria» avvertono gli uomini del fisco che ci stanno lavorando. E questo perchè chi vuole aderire dovrà comunaque pagare sull’unghia tutte le tasse arretrate, comprese le sanzioni e gli interessi. Il governo prepara una nuova finestra per chi vuole regolare le cartelle esattoriali a rate e ci aveva già provato in passato mancando però i patti di rientro sottoscritti con Equitalia. Da alcuni anni, infatti, l’agente della riscossione consente a chi è in difficoltà economica di versare quanto dovuto staccando ogni mese un assegno, comunque mai inferiore a 100 euro. A centinaia di migliaia hanno aderito e in questo modo questi sbadati delle imposte si impegnano a regolare (di norma in 72 rate, che possono diventare 120 in circostanze più delicate) le proprie pendenze con lo Stato. Il problema è che, nonostante le facilitazioni, in molti non ce la fanno lo stesso e bucano gli appuntamenti costringendo così il fisco a rompere l’accordo ed a procedere con il pugno duro. Vale a dire ipoteche e pignoramenti, ganasce fiscali e accessi bancari. Attualmente la legge prevede che il diritto alla rateazione viene perduto quando il contribuente non versa 8 rate anche non consecutive. Ma fino ad un anno fa erano sufficienti due mancati pagamenti. Tanto che sono moltissimi gli italiani che si sono visti cancellare l’accordo. L’allargamento della soglia di tolleranza in relazione alle rate non pagate (da 2 a 8) ha però prodotto una penalizzazione nei confronti dei contribuenti che avevano aderito con le vecchie, più dure, regole. E per questa ragione il governo Renzi, a giugno, ha offerto a quei contribuenti, che avevano perso il diritto nel 2013, la possibilità di rinegoziare un nuovo patto. In 30 mila, nel giro di un mese, hanno accettato un nuovo accordo con Equitalia impegnandosi a pagare a rate per complessivi 1,3 miliardi di euro. Il risultato è stato giudicato in maniera così positiva che il governo adesso pensa di riaprire la partita. Secondo alcune valutazioni tecniche che sono state condotte in questi ultimi giorni ci sarebbe infatti un bacino potenziale di altri 40 mila contribuenti pronti ad approfittare di una «nuova chance», come la definiscono gli uomini di Equitalia. In ballo ci sarebbero circa 20 miliardi di euro da recuperare. Ma è bene precisare che si tratta di una cifra potenziale che, in nessun caso, potrà essere raggiunta se non in minima parte. L’ipotesi alla quale si sta lavorando, forse già con la legge di Stabilità, è quella di riaprire una nuova finestra, probabilmente fino al termine del 2014, per consentire a chi non c’era riuscito in passato di firmare un nuovo piano di rientro del debito.
LE NUOVE REGOLE
Nello schema che si sta mettendo a punto, ovviamente, il contribuente che aveva violato il patto la prima volta rientrerebbe in pista con le vecchi regole. E dunque, anche se adesso la norma prevede una tolleranza di 8 rate non versate, non gli sarebbe consentito di andare oltre una morosità bimestrale. Sullo sfondo, ma solo come ipotesi di riserva nel caso in cui la quadratura del cerchio della legge di Stabilità dovesse rivelarsi complicata dal punto di vista delle entrate, c’è una il ricorso ad una mini-sanatoria bis sulle cartelle esattoriali. A metà giugno, infatti, sono stati chiusi i termini della norma, approvata con legge di Stabilità 2014, che ha consentito ai contribuenti di pagare in un’unica soluzione, senza interessi, le cartelle e gli avvisi di accertamento esecutivi affidati entro il 31 ottobre 2013 a Equitalia per la riscossione. Le adesioni, nel giro dei primi 6 mesi dell’anno, sono state 145 mila e gli incassi hanno raggiunto quota 725,5 milioni di euro.

Il Messaggero