Embrioni scambiati “Terrò i gemellini”

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Roma. «Ho avuto un momento di umano rigetto quando ho saputo che i figli che aspetto non erano miei, che gli embrioni che avevo in grembo erano di un’altra donna, ma poi abbiamo deciso che la gravidanza doveva continuare, i nostri valori sono questi»: queste le parole pronunciate  dalla donna, una psicologa quarantenne, protagonista della vicenda dello scambio di provette all’ospedale Pertini di Roma. La coppia non ha mai nemmeno sporto denuncia verso l’ospedale ma ha solo chiesto chiarezza  per capire di chi siano in realtà i bambini. Per l’avvocato della coppia, «si tratta di una vicenda dallo scenario inquietante, per i risvolti imprevedibili dal punto di vista etico, sociale e psicologico, e tenuto anche conto che c’è un vuoto normativo in materia».

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