È tornato Silvio: «Napolitano patologico»

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La mossa del presidenzialismo per riconquistare centralità nel dibattito politico. Gli attacchi al Capo dello Stato, ufficialmente per la deriva «patologica» che il ruolo di Napolitano ha assunto, in realtà per il timore del nuovo accerchiamento giudiziario dal quale il Colle non lo ha difeso. Ma anche la mano tesa nuovamente a Renzi: «Forza Italia manterrà il patto sulle riforme. Di Grillo non ci si può fidare».

Silvio Berlusconi torna alla Camera dei Deputati a quattro mesi dalle consultazioni per la formazione del governo, ma specifica che Montecitorio «non mi è mancata affatto». Lo fa alla vigilia del processo d’appello per il caso Ruby, che comincerà domani, con l’umore volgente al nero. Ma, anche se il pretesto è la presentazione della triplice iniziativa per rilanciare la battaglia per il presidenzialismo, l’intento del premier è soprattutto quello di rassicurare Renzi sulla tenuta del Patto del Nazareno. L’unico modo, restare nella partita delle riforme, che ha Forza Italia per mantenere un ruolo nel quadro politico. Specie ora che, con Grillo e la Lega che provano a ritagliarsi un ruolo nel dibattito e mezza Sel che scalpita per entrare in maggioranza, c’è il rischio che il premier possa rivolgersi ad altri interlocutori.

«Siamo qui per portare avanti una nostra voglia di governabilità che, con gli attuali assetti, ancora non c’è» ha esordito Berlusconi alla Camera. «Oggi – ha continuato – il Capo dello Stato non è espressione della volontà dei cittadini, ma viene deciso dopo contrasti e accordi tra i segretari dei partiti, chiusi in una stanza, e a volte di notte. Quindi, con le idee non chiarissime». È il momento dell’affondo sul Colle: «Abbiamo un Capo dello Stato che è passato al di là della sua funzione prevista dalla Costituzione, un passaggio che è diventato fisiologico, anzi patologico». A quel punto l’ex premier ha elencato la triplice strategia per arrivare all’elezione diretta del Presidente della Repubblica: «In primis ripresentazione in Senato dei nostri emendamenti. Secondo: presentazione di una proposta di legge costituzionale. Terzo: un referendum con cui chiedere ai cittadini se approvano la scelta presidenzialista».

Il tutto concluso con un appello a Renzi: «Renzi e il governo accolgano la nostra proposta» ha detto, specificando però che il presidenzialismo non rappresenta una condizione «sine qua non» per la tenuta del patto del Nazareno: «Assolutamente no, perché noi abbiamo preso un impegno sul titolo V, riforma Senato e legge elettorale e noi gli impegni li manteniamo». «E non perché non siamo “né carne né pesce” – ha aggiunto – ma perché essendo seri e responsabili abbiamo detto sì alle riforme per il bene del Paese». Un messaggio chiaramente distensivo nei confronti del premier, con il quale un incontro ci sarà ma solo se ci fossero difficoltà a siglare una nuova intesa: «Il programma è che Romani si trovi con Boschi per trovare l’accordo. Se l’accordo non sarà trovato, ci incontreremo direttamente con Renzi». Anche perché, è l’altro segnale lanciato al leader del Pd, «Beppe Grillo ci fa paura e basta, non penso possa portare avanti nessun progetto serio».

Sulla difficile situazione del partito solo un accenno: «Dopo tutto quello che è successo e il male che ci siamo fatti da soli ritengo miracoloso il risultato delle Europee». Che il clima in Forza Italia continui a non essere idilliaco, però, lo conferma il nuovo caso Fitto esploso ieri. Come già successo a Napoli, infatti, anche a Milano una manifestazione «ufficiale» del partito è stata fissata in concomitanza con quella già organizzata dall’esponente pugliese. Lo ha reso noto lo stesso Fitto dal suo sito internet. «Era successo a Napoli, e la cosa si ripete a Milano. Per la seconda volta, dopo la notizia di una mia iniziativa pubblica, giunge puntuale (stessa città, stesso giorno, stessa ora) la convocazione di un altro appuntamento pubblico organizzato da altri colleghi di partito. Non intendo dare, in questo difficile momento, occasione per rappresentare il nostro partito diviso e rissoso. Ancora una volta, con pazienza e senso di responsabilità, decido di rinviare il mio appuntamento. «Per parte mia – ha scritto ancora Fitto – continuerò a lavorare per il futuro di Forza Italia e del centrodestra, per programmi rinnovati, per l’emersione in tutta Italia di personalità dotate di idee, merito e consenso, e per un partito che sappia farsi forte dei suoi uomini e delle sue donne migliori». A partire da oggi, nella sua Puglia. A Bari, infatti, è prevista la seconda tappa di «Oltre le divisioni tour».

Berlusconi risponde indirettamente con una dichiarazione pubblicata sul sito dei Club Forza Silvio: «Anche noi siamo vittime di quel sistema che dentro un’associazione porta, a poco a poco, a una fuga di certi protagonisti, o, addirittura, che certe passioni e ideali si trasformino, poi, in sentimenti di gelosia o di mantenimento dei piccoli privilegi a cui si arriva. Per cui dopo un certo periodo di anni, per noi venti anni, abbiamo bisogno di chiamare altri italiani di buona volontà a collaborare con noi». La guerra sul rinnovamento continua.

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