E’ morto Ghiggia, l’uruguaiano che fece piangere il Maracanã nel 1950

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La storia del calcio è fatta di campioni, di squadre leggendarie, di trasferimenti record. Ma anche di miracoli, di sorprese e di eroi inaspettati. Ed è proprio a quest’ultima categoria che avremmo potuto ascrivere Alcides Edgardo Ghiggia. Conosciuto in tutto l’Uruguay alla stregua di un eroe nazionale, Ghiggia si è spento questa notte, all’età di 88 anni, per una crisi cardiaca. Ma a Montevideo le sue “gesta” resteranno indelebili nella memoria: l’ex centrocampista fu infatti l’autore dello storico gol con il quale la Celeste riuscì a battere il Brasile nella gara decisiva del girone finale del Mondiale 1950, a Rio de Janeiro. Un’impresa che non solo consegnò la Coppa all’Uruguay, ma entrò nella storia come il “Maracanazo”, giorno nero per la memoria dei brasiliani eguagliato solo dal 7-1 dello scorso anno contro la Germania in semifinale, sempre tra le mura amiche.

LUNGA CARRIERA — Ghiggia è deceduto a Las Piedras, non lontano dalla capitale Montevideo, dove viveva e gestiva un supermercato. I media locali hanno subito dato grande spazio alla notizia. “Sessantacinque anni fa laCeleste faceva piangere tutto il Brasile e sorprendeva il mondo”, afferma per esempio la pagina web del giornale El Pais. Ghiggia era l’unico “sopravvissuto” della nazionale che vinse il Mondiale e la Coppa Rimet. Nella sua lunga carriera (giocò fino ai 42 anni) indossò le maglie del Sud America, Penarol, Roma, Milan e Danubio. Poco dopo la notizia della morte, su Twitter sono subito scattati i messaggi e i commenti sulla scia del hashtag #EternoGhiggia, mentre il giornale brasiliano Folha de S.Paulo sottolineava che “il fantasma del Maracanazo è morto, ma non smetterà mai di esistere”. D’altronde Ghiggia l’aveva detto: “Solo tre persone nella storia hanno fatto zittire il Maracanã con un gesto: il Papa, Sinatra e io”.

Fonte: La Gazzetta dello Sport