Duello tra Syriza e Nea Demokratia per il nuovo Parlamento greco

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Per la seconda volta in meno di un anno, la Grecia torna alle urne per eleggere il nuovo Parlamento. Una domenica di chiamata al voto per quasi 10 milioni di elettori. Si vota con il sistema proporzionale con un premio di maggioranza molto corposo: 50 seggi sui 300 a disposizione. La soglia di sbarramento è del 3%. Al momento, secondo i diversi sondaggi, Syriza e Nuova Democrazia sono testa a testa, poco sotto o poco sopra il 30%, Alba Dorata raccoglie il 5-6%, il Pasok e To Potami il 5%. A gennaio il voto incoronò premier il leader di Syriza, Alexis Tsipras, giunto a un soffio dalla maggioranza assoluta nell’Assemblea parlamentare. Ora la situazione è radicalmente diversa: le elezioni arrivano dopo le dimissioni di Tsipras, che a luglio è riuscito a far approvare in Parlamento il piano lacrime e sangue che accompagna il nuovo salvataggio europeo da 86 miliardi di euro soltanto con i voti dell’opposizione, provocando una spaccatura nel suo partito. Syriza ha perso pezzi e consensi, ma i sondaggi la confermano come prima forza, sia pur di poco, dando la formazione di sinistra testa a testa con la rediviva Nea Demokratia (Nuova democrazia) del conservatore Evangelos Meimarakis. Distaccata l’estrema destra di Alba Dorata che spera di cavalcare l’onda della polemica sulla crisi migratoria per raccogliere voti. Tsipras è convinto di strappare il premio di maggioranza di 50 seggi che va al partito più forte e di poter ottenere il 34% dei voti che gli consentirebbe di governare solo con l’appoggio di un piccolo alleato. Come accadde a gennaio, quando con il 36% ottenne 149 deputati e varò il suo governo con il solo appoggio dei 13 seggi dei nazionalisti di Anel. Ma con lo strappo della sinistra radicale e la disaffezione dei greci per un premier che ha accettato i diktat della troika nonosta

Grosse koalition: alleanza tra Syriza e Nuova Democrazia, Una possibilità finora esclusa fermamente da Tsipras. Secondo le simulazioni del quotidiano britannico Telegraph potrebbe governare con 204 seggi (78 Syriza, 76 Nuova Democrazia e 50 di premio di maggioranza).

Governo di coalizione: la formazione che otterrà più voti (gli unici ad avere questa chance secondo i sondaggi sono Syriza e Nuova Democrazia), dovrà obbligatoriamente cercare un alleato scegliendo tra i socialisti del Pasok e i centristi filoeuropei di To Potami che hanno votato il piano di salvataggio europeo a luglio. Le geometrie variabili del parlamento potrebbero vedere un’alleanza tra Syriza, To Potami e Pasok, oppure una maggioranza guidata da Nea Demokratia con To Potami, partiti di centro e Pasok, oppure ancora un governo di unità nazionale con la partecipazione di tutti i principali attori sulla scena politica. “Ritengo fermamente che il nuovo governo dovrebbe essere costituito da più partiti possibili. Se i greci sceglieranno di fare vincere Nuova Democrazia, come sembra, cercherò di creare una coalizione più ampia possibile tra i partiti europeisti. E includerò di certo Syriza”, ha dichiarato Meimarakis.

Governo di Syriza: Tsipras spera ancora di farcela a replicare l’esito di gennaio, quando riuscì a governare con un piccolo alleato come Anel. Ma molto dipende dagli indecisi: il 15% degli elettori di Syriza che dovranno scegliere se dare una seconda chance a un premier che li ha delusi, astenersi o votare la formazione “Unità popolare” nata dalla fuga da Syriza dell’ala sinistra del partito. Il rivale Meimarakis, tuttavia, s’è detto convinto che una vittoria di Syriza porterebbe all’ingovernabilità, a nuove elezioni e questo “sarebbe un disastro.

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