Detrazioni, nel mirino sanità e agricoltura Stretta sugli acquisti Pa

TASSE SOLDI

Al ministero dell’Economia sono convinti che la spending review centrerà i suoi obiettivi mettendo in discesa il percorso della legge di Stabilità: proprio ieri è stato pubblicato l’elenco dei prezzi benchmark della Consip, che fa parte del programma di razionalizzazione degli acquisti a cui ha lavorato il commissario Cottarelli. Ma ad inizio agosto il titolare di Via XX Settembre, Pier Carlo Padoan, è stato chiaro ricordando che se i risparmi di spesa fossero insufficienti scatterebbe la clausola di salvaguardia che prevede un taglio alle agevolazioni fiscali. Un intervento da circa 3 miliardi di euro. Il problema di fondo è che il governo, nel caso, vorrebbe evitare un’operazione di carattere lineare tale da coinvolgere, anche se marginalmente, voci come famiglie, lavoro e pensioni aumentando di fatto le tasse a carico degli italiani. Così i tecnici hanno preparato un menù di possibili interventi in modo da consentire al premier Matteo Renzi di operare le scelte politiche finali. La ricognizione, al momento, parla di tagli da 2 miliardi. Ed oltre agli interventi su agricoltura ed autotrasporto già in cantiere, la novità delle ultime ore riguarda la sanità. Sul piatto non ci sono solo i tagli al Fondo sanitario nazionale, su cui sotto traccia è in corso una trattativa con le regioni in rivolta. Il governo ragionerebbe infatti sull’ipotesi di porre un tetto che limiterebbe la possibilità di detrarre le spese sanitarie per le famiglie con redditi alti. Non un taglio lineare degli sconti (le spese sanitarie si portano in detrazione al 19%) ma un sistema graduale legato al reddito (più cresce il reddito più cala lo sconto) fino alla perdita del bonus. Si tratta di un’ipotesi, ma l’intervento avrebbe il marchio dell’equità e consentirebbe comunque di recuperare risorse (le spese sanitarie, secondo il rapporto sulle tax expenditures dell’ex sottosegretario Vieri Ceriani, sono portate in detrazione da oltre 14 milioni di contribuenti, comportando una erosione fiscale di oltre 2,3 miliardi).
LE PRINCIPALI VOCI
Quanto alla revisione della spesa, l’elenco dei prezzi appena pubblicato comprende anche le caratteristiche essenziali di beni e servizi: in questo modo si vuole impedire che le amministrazioni si sottraggano alle procedure Consip, e paghino quindi prezzi più elevati, con la giustificazione che hanno bisogno di un prodotto leggermente diverso. Le principali voci indicate nel decreto del Mef sono l’acquisto di autoveicoli, i buoni pasto, i carburanti e il gasolio da riscaldamento, le carte di credito, le derrate alimentari, l’energia elettrica, la pulizia e la manutenzione degli uffici, le fotocopiatrici, le licenze software, il noleggio autoveicoli, i pc desktop e portatili, le stampanti, la telefonia fissa e mobile, ed anche vari macchinari sanitari. La pubblicazione dei prezzi, e la definizione delle “caratteristiche essenziali” spiega il Mef, servirà ad agevolare la funzione di vigilanza attribuita all’autorità anti-corruzione (Anac) ma rappresenta anche uno strumento per le amministrazioni, che potranno confrontare i prezzi indicati con quelli che effettivamente pagano ed adeguare quindi i propri programmi di acquisto.

Il Messaggero