Deficit, Padoan chiede la deroga alla Ue

Padoan

ROMA È partita la comunicazione formale all’Unione europea relativa all’intenzione del governo italiano di discostarsi, per un anno, dal percorso verso il pareggio di bilancio strutturale. Lo ha confermato il ministro dell’Economia Padoan intervenendo ieri sera davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, nel corso delle audizioni sul Def. La legge che regola l’applicazione del nuovo articolo 81 della Costituzione prevede infatti che l’esecutivo possa richiedere alle Camere l’autorizzazione a derogare dai propri impegni «sentita la commissione europea». Il via libera del Parlamento dovrà essere votato a maggioranza assoluta insieme al Documento di economia e finanza (Def) entro domani notte.
Intanto però mentre si attende questo passaggio parlamentare il governo prepara il decreto che dovrà essere approvato nelle ore successive, ossia venerdì. Nel provvedimento ci sarà l’intervento per ridurre le detrazioni Irpef sul lavoro dipendente, incrementando così di un importo fino a 80 euro al mese la retribuzione dei lavoratori dipendenti, con le relative coperture ricavate da risparmi di spesa. Le misure sull’Irap e sulla tassazione delle rendite finanziarie dovrebbero essere rinviate ad un momento successivo. Proprio sul tema delle coperture si è svolto ieri, più o meno in contemporanea con la riunione del Consiglio dei ministri, un lungo incontro tra il presidente del Consiglio e lo stesso Pier Carlo Padoan, a cui ha preso parte anche Beatrice Lorenzin, ministro della Salute (a conferma del coinvolgimento della sanità nel menu dei rispami).
IL TWEET DEL PREMIER
La copertura complessiva per l’intervento sull’Irpef, che secondo l’Istat porterà un beneficio medio di 714 euro l’anno alle famiglie con reddito più basso, è stata quantificata in 6,7 miliardi; si lavora in queste ore per reperire risorse aggiuntive da destinare ai dipendenti incapienti. In alternativa un minimo di spazio finanziario per questa finalità potrebbe essere ricavato da una compressione dello stesso intervento di sgravio dell’Irpef. È possibile comunque che la misura per i redditi più bassi sia attuata con tempi un po’ più lunghi, viste le difficoltà tecniche. In serata lo stesso premier Renzi è intervenuto con un tweet per negare – rispondendo a un cittadino – che la norma degli 80 euro vada a scapito degli assegni familiari. E a proposito di famiglie, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio ha annunciato che con i provvedimenti attuativi della legge delega fiscale – a giugno – ci saranno misure a beneficio delle famiglie.

IL MESSAGGERO