Da Prandelli a Pepito Rossi: tutti in piedi per Antognoni

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A testa alta. Come quando giocava. Firenze omaggia il suo campione: il sessantesimo compleanno di Giancarlo Antognoni diventa un’occasione. Per fondere passato e presente viola, riunire amici e campioni, far coesistere calcio, musica, solidarietà. Il protagonista è un simbolo. Colui che ha preferito diventare leggenda tramite la fedeltà. Il 10 di sempre, come lo chiamano da queste parti, ringrazia. Tutti. «L’idea della festa – dice – è stata dall’ex sindaco, e ora premier, Matteo Renzi. Da calciatore non ho vinto molto qui, ho solo sfiorato un campionato che poi c’è stato tolto sotto gli occhi. Ma sento sempre l’affetto della città, forse qualcosa ho fatto…». Celebrato. E premiato a Palazzo Vecchio con le chiavi della città ricevute dal vice sindaco Nardella.

Prandelli e Pepito Buona parte della storia viola è seduta davanti al palco. Da «Picchio» De Sisti a Moreno Roggi, passando per Giovanni Galli e Luciano Chiarugi, solo per citarne alcuni. C’è il mondo della musica. E non manca la solidarietà. Con Gino Strada che ha presentato la «Partita del Cuore» del 19 maggio al Franchi per i 20 anni di «Emergency». Presente anche Cesare Prandelli. «Antognoni rappresenta per Firenze e per il calcio qualcosa di straordinario – ha detto il c.t. -. È stato una bandiera, un giocatore di grande correttezza. Per fortuna non l’ho mai marcato, vista la classe immensa». Prandelli ha incrociato pure Giuseppe Rossi. Pepito rappresentava, con alcuni compagni e molti dirigenti, la Fiorentina attuale. «Spero recuperi, ma non dobbiamo fargli alcuna fretta» ha detto il c.t.. Lo stesso Pepito è tornato a parlare. Ha omaggiato «Antonio» definendolo «un mito!», prima di informare sul presente. «Sto lavorando duro per esserci nella finale di Coppa Italia. E’ un grande onore giocare qui».

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