Da New York Mattarella dice basta austerità

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“Noi abbiamo attuato l’austerità con serietà e rigore, ora è il momento di dare maggiore impulso a ripresa e occupazione”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riparte dall’Europa alla quale manda un segnale forte, in linea con quello del governo di Matteo Renzi: “Nell’Unione europea serve una politica di maggior spinta per la ripresa e per l’espansione”, ha continuato il presidente, parlando al termine dell’incontro alla sede della Rappresentanza permanente italiana alle Nazioni Unite, in questa sua prima giornata a New York, dopo la tre giorni a Washington. Proprio nella capitale americana il presidente aveva avuto il pieno appoggio da parte del governo Obama sulle riforme che l’Italia sta attuando. La Casa Bianca in una nota ha fatto sapere che il vicepresidente americano Joe Biden ha lodato i progressi nelle riforme politiche che hanno come obiettivo la velocizzazione del processo legislativo. E ancora la presidenza Usa ha ben accolto l’impegno italiano per spingere l’Europa verso la diversificazione e l’indipendenza energetica. Mattarella tuttavia non si è sbilanciato sul disegno di legge sulle unioni civili, che il Senato proprio in questi giorni sta prendendo in esame. “Io non parlo di provvedimenti che sono all’esame del Parlamento in questi giorni. È una regola di stile e correttezza, che il presidente della repubblica deve avere”. Regola di stile, dice il Capo dello Stato, che poi chiosa sulle riforme: “Ho parlato delle tante riforme che riguardano la struttura delle pubblica amministrazione, dei pubblici poteri, dell’economia del nostro Paese, che lo rendono più efficiente e moderno”. Proprio discutendo della distanza che si è creata tra i cittadini e le istituzioni europee, Mattarella ha ben accolto la proposta delle primarie per eleggere il presidente della Commissione europea avanzata da Matteo Renzi. È una “iniziativa interessante”. Insieme ad altre iniziative, ha aggiunto, può contribuire all’avvicinamento dei cittadini alle istituzioni europee. “Occorre perseguire ogni entusiasmo per l’Unione”, ha concluso Mattarella. Ma la prima giornata a New York di Mattarella è stata fondamentale anche per un altro motivo: l’incontro del presidente con il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che ha definito l’Italia “un amico e un importante partner”. I due leader hanno avuto un colloquio al Palazzo di vetro, dove hanno discusso soprattutto di Libia e della crisi dei migranti nel Mediterraneo, ma anche di Siria, di Libano e dell’impegno dell’Italia per arrivare a una moratoria sulla pena di morte. Sulla Libia Mattarella ha concordato con Ban che “la chiave per risolvere il problema è la costituzione di un governo di unità nazionale”, ha detto il presidente, aggiungendo: “Tutti gli sforzi sono concentrati per aiutare in tutti i modi i libici a trovare una intesa che possa sconfiggere i trafficanti di esseri umani e porre fine alla guerra civile”. L’Italia, ha detto Mattarella, dà il pieno appoggio all’azione delle Nazioni unite, ricordando come in Libia l’insediamento del gruppo dello Stato islamico allarmi l’Italia. L’unico modo per allontanarlo è un governo forte e unitario in Libia. Mattarella poi ha parlato di immigrazione, sostenendo che la proposta di Obama di pattugliamento del Mediterraneo con le forze Nato sia un segnale importante ed è di grande interesse, anche se ancora allo stato iniziale, sia come strumento di azione che per far comprendere a tutti i Paesi dell’unione europea che tutti devono contribuire. Il presidente della Repubblica ha concluso parlando di un altro passaggio fondamentale per l’Italia, ovvero la candidatura per il seggio non permanente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel periodo 2017-2019. Facendo riferimento al suo incontro di martedì sera a New York con gli ambasciatori di diverse nazioni all’Onu, ha detto: “Non è stato un incontro di campagna elettorale, è vero che siamo qui in tempo di primarie (negli Stati Uniti, ndr.) ma questi obiettivi si raggiungono con lo buone relazioni. C’è un grande lavoro, siamo fiduciosi e l’ambasciatore è molto attivo. Le premesse fanno ben sperare”. Poi ha concluso con una battuta: “Soprattutto perché tra gli ambasciatori c’erano anche quelli di Paesi concorrenti”.

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