Conte spegne la prima candelina: “Italia, ti voglio ambiziosa”

Foto LaPresse - Jennifer Lorenzini
01/09/2014 Coverciano ( Italia)
Sport Calcio
Nazionale Italiana
Ritiro della Nazionale Italiana, centro tecnico di Coverciano
Nella foto:   Antonio Conte

Photo LaPresse - Jennifer Lorenzini
01 September 2014 Coverciano ( Italy)
Sport Soccer
Italian football team
Italian Football team - "Centro tecnico Coverciano" 
In the pic: Antonio Conte

Antonio Conte spegne la sua prima candelina da c.t. della Nazionale. E’ già passato un anno dall’esordio dell’ex Juve sulla panchina dell’Italia, con quella folgorante amichevole giocata a Bari contro l’Olanda e vinta 2-0 grazie ai gol di Immobile e De Rossi. Ne sono arrivati altri 4, di successi, uniti a 4 pareggi ed una sola sconfitta, sempre in amichevole, contro il Portogallo giusto poche ore fa. Non propriamente il miglior modo per festeggiare un compleanno. Ma Antonio Conte, intervistato dalla Figc, preferisce guardare al lavoro fatto sino ad ora e a quanta strada c’è ancora da percorrere: “Abbiamo lavorato tanto tutti insieme e da parte mia posso dire di averci messo passione e voglia di fare. Ma la strada da fare è lunga – continua il c.t. -, siamo ancora alla prima pagina di un libro tutto da scrivere con l’obiettivo di arrivare all’Europeo 2016. E ci voglio arrivare con una formazione ambiziosa”.

VERSO EURO 2015 — Un percorso, quello per Francia 2016, che passerà anche dalle due gare di qualificazione contro Malta e Bulgaria previste a settembre. Ma ora è tempo di riposare, di riorganizzare le idee e anche fare un bilancio di quanto svolto in questi dodici mesi: “Sicuramente è stato un anno intenso per me, anche perché ho sempre fatto l’allenatore ed essere diventato c.t. è stato un bel cambiamento: un contro è avere i giocatori a disposizione per allenarli tutti i giorni, un conto il lavoro che si fa in Nazionale”. Un lavoro indiscutibilmente diverso, che però si è rivelato calzare bene a Conte, che giorno dopo giorno si è trovato sempre più a suo agio su quella panchina così particolare e complicata: “È stata una bellissima esperienza sotto tutti i punti di vista anche se c’è tanto da lavorare. Ora – prosegue l’ex Juventus – abbiamo davanti l’obiettivo qualificazione e in questo anno che ci attende cercheremo di far crescere l’esperienza dei ragazzi”.

GENEROSITÀ — Infine una menzione, doverosa quando succede un piccolo incidente di percorso, alla gara contro il Portogallo: “Contro il Portogallo ho mandato in campo dal 1′ Bertolacci e Soriano, alle prime uscite a livello internazionale, altri come De Sciglio, El Shaarawy ed Immobile che hanno avuto un’annata difficile e hanno giocato pochissimo, oltre a ragazzi nuovi come Gabbiadini, Sansone, Bonaventura e tanti altri. Dobbiamo sapere che la nostra squadra non deve mancare mai di generosità, di spirito di sacrificio, di passione, di voglia di superare le difficoltà”.

La Gazzetta dello Sport