Conte: non bocciate la mia Italia

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Conte si appella alla clemenza della corte. Il commissario tecnico riaccende il sorriso e chiede indulgenza nei confronti dei suoi ragazzi. Allo Juventus Stadium l’Italia affronta l’Inghilterra in un test amichevole che dovrà dare delle risposte importanti in vista del prossimo futu ro. «Tanti calciatori si stanno affacciando in Nazionale: per favore, non bocciateli in maniera tranciante». La preghiera di Conte fotografa il momento del calcio italiano: le risorse tecniche sono poche, non resta che pregare. Il commissario tecnico attira l’attenzione sul nuovo ciclo, sulla cultura del lavoro, sull’esigenza di remare dalla stessa parte per ottenere risultati apprezzabili.

«A volte mi faccio delle domande a cui non trovo risposta – confessa il tecnico salentino – il lavoro dovrebbe essere la regola, invece qui a volte sembra essere l’eccezione. Dobbiamo avere l’umiltà di capire chi siamo in questo momento, e quanto dobbiamo ancora lavorare». Si riparte con un’amichevole di lusso contro l’Inghilterra che nel girone di qualificazione ai prossimi europei sta dominando il proprio raggruppamento. Tante le novità di formazione rispetto alla squadra vista a Sofia contro la Bulgaria. Buffon smaltito l’attacco influenzale e tornerà tra i pali, occasione importante per Florenzi, Parolo, Soriano e Pellè. Discorso a parte per l’esordiente Valdifiori che arriva a vestirsi d’azzurro a ventinove anni; il centrocampista dell’Empoli prenderà il posto di Verratti che contro la Bulgaria non ha brillato: parlare di bocciatura è vietato, ma è lo stesso ct – vista l’assenza di Pirlo – ad averlo accantonato per valutare altri elementi. Il regista abruzzese è rivedibile, non certo abile e arruolato. Ancora titolare Eder, che a Sofia ha evitato la prima sconfitta dell’era Conte.

«Non so come arriveremo all’Europeo – confessa il ct azzurro – stiamo cercando di lavorare per costruire qualcosa di buono. C’è un ricambio generazionale importante sotto tutti i punti di vista. È inevitabile che quando ci son questi ricambi generazionali sia necessaria un minimo di pazienza per permettere ai nuovi calciatori di crescere». Lo Juventus Stadium questa sera (diretta tv RaiUno dalle 20.30) sarà vestito d’azzurro, scompariranno dagli spalti i trentadue scudetti messi in bella mostra dal club bianconero: anche questo potrebbe scatenare una guerra politica di non poco conto. I contrasti tra la Juve e la Federazione non dovrebbero rovinare l’accoglienza per Antonio Conte che serba ricordi indelebili in fondo al suo cuore. «È stata un’emozione forte tornare allo Juventus Stadium – ammette l’ex tecnico bianconero – entrare nello spogliatoio, mettere piede in campo: sono stati tre anni fantastici, straordinari, ho tantissimi ricordi che resteranno con me per tutta la vita».

Il ct chiude gli occhi e sogna di replicare i recenti successi anche in azzurro. E per questo prende a esempio un eroe sportivo come Pietro Mennea. »Io vado avanti per la mia strada, facendo il mio lavoro. So che non è facile, non sarà facile, è fuor di dubbio. Faccio mia una frase di Mennea: per raggiungere grandi sogni bisogna fare grande fatica. Penso che sia la verità». Da un pugliese all’altro, nella speranza che il ct sia altrettanto veloce nel riportare la Nazionale italiana in alto. Ma per farlo, si deve lavorare.

Il Tempo