Concordia torna a galleggiare: Ad Costa, “progetto costa un miliardo di euro”

Costa_Concordia

Trenta mesi dopo la tragedia nelle acque antistanti l’Isola del Giglio, la Concordia torna a galleggiare, fase che prelude al traino della enorme nave da crociera verso il porto di Genova dove verra’ smantellata. Le operazioni di rigalleggiamento della nave sono iniziate questa mattina, come da programma. La nave e’ stata staccata dal fondale ed e’ riemersa di poco meno di 2 metri. Quindi lo spostamento di 30 metri verso est, ossia verso il largo, anche questa un’operazione necessaria in vista del trasferimento del relitto. La Costa Concordia e’ stata sollevata sia a poppa che a prua dalla piattaforma su cui poggiava, e grazie ai cassoni collocati ai lati galleggia. Il temporale della notte su Giglio Porto non ha influenzato le operazioni per il rigalleggiamento avviate sul relitto della Concordia. La “fase 9” delle 34 in cui e’ suddiviso il programma e’ scattata dopo l’arrivo del traghetto delle 8,30, quando e’ partito il blocco del traffico navale della durata di sei ore. Si e’ quindi passati alle fasi 10 e 11 che precedevano il rigalleggiamento vero e proprio. Lo scafo della Costa Concordia si e’ sollevato di poppa e poi e’ stato riequilibrato a prua. Una volta rialzatosi di circa un metro e mezzo, il relitto e’ stato spostato dalla piattaforma in direzione est per circa trenta metri. A governare il galleggiamento della Costa Concordia e’ uno speciale software messo a punto per consentire lo svuotamento dei cassoni e l’immissione di aria. Il recupero e’ stato avviato a settembre scorso con le operazioni di parbuckling per raddrizzare lo scafo. In questi mesi sono stati saldati dei cassoni sulle fiancate, inizialmente riempiti da acqua che ora fara’ posto all’aria, per il sollevamento della nave dal fondale, e consentire poi alla stessa di procedere in mare aperto in sicurezza al traino di due rimorchiatori d’altura. Il programma informatico controlla tutta la fase dello svuotamento dell’acqua dai cassoni e l’immissione di aria, in modo da alzare la chiglia di due-tre metri e consentire il posizionamento delle catene da agganciare ai rimorchiatori. Il capo della Protezione Civile e commissario per l’emergenza Concordia, prefetto Franco Gabrielli, ha sottolineato che le fasi di oggi erano “complesse e delicate” come le precedenti. Quanto ai costi, al momento “superano un miliardo di euro”, ha detto in conferenza stampa Michael Thamm, l’amministratore delegato di Costa Crociere, precisando che si tratta di una cifra destinata a salire, perche’ poi occorrera’ aggiungervi i costi dell’operazione di oggi, quelli per il trasporto a Genova, poi quelli per la demolizione, il recupero e il ripristino del sito. La stima prudente e’ che si arivi alla fine a un costo di 1,5 miliardi di euro. Thamm ha anche rilevato che “il progetto ha contribuito al Pil nazionale con un miliardo di dollari e salira’ fino ad un miliardo di euro”. L’ad di Costa crociere ha voluto ribadire che non dimentichera’ gli abitanti del Giglio: “la gente di quest’isola ha aperto la porta e il cuore dal momento in cui e’ avvenuto l’incidente”. Tornando alle operazioni di questa mattina, il capo della Protezione civile ha commentato “fino ad ora non c’e’ stata alcuna anomalia”, esprimendo si’ soddisfazione “ma con quella giusta cautela che la situazione prevede”. Anche il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, presente al Giglio, ha sottolineato il “buon inizio”, ma invita a “non abbassare la guardia”. Rilevando in conferenza stampa che “non c’e’ niente da festeggiare, quella in corso e’ un’operazione che chiude una pagina drammatica del Paese”. Galletti ha anche detto che “di fronte ad ogni evenienza noi abbiamo pronta una risposta per evitare un danno ambientale” e sottolineando che i ritorni economici dello smaltimento della Concordia “rimangono in Italia, parliamo di un miliardo di euro di lavori”.

AGI