Colosseo aperto di notte, ma non per tutti

COLOSSEO

ROMA Chissà cosa direbbe Barack Obama. Magari con il suo virtuoso, e anche simpatico, pragmatismo si sarebbe tolto la cravatta e arrotolato le maniche di camicia, e l’avrebbe fatto pure lui. Perché da cicerone in mondovisione del presidente degli Stati Uniti, la bella guida presidenziale Barbara Nazzaro si trasformerà per una notte in semplice custode. Può accadere anche questo al Colosseo, nel monumento più famoso e visitato di Roma e d’Italia. Bizzarrie dal mondo dei beni culturali. Pur di tenere aperto il Colosseo sabato sera per la sesta edizione della fino ad oggi controversa Notte dei Musei, scende in campo anche l’architetto Nazzaro, direttore tecnico dell’Anfiteatro Flavio. Ma non solo. Con lei, ci saranno nientemeno che la Soprintendente archeologa Mariarosaria Barbera e il direttore scientifico del Colosseo Rossella Rea. 

LE SIGNORE DELL’ARCHEOLOGIA
Un tris di signore dell’archeologia romana, che risultano essere a tutti gli effetti le tre unità interne al personale del Colosseo “volontarie” che svolgeranno il servizio di vigilanza. Come a dire che i direttori del museo Puškin, del Prado o del Louvre facessero i vigilanti per tenerli aperti al pubblico. Insomma, fino ad oggi il Colosseo aprirà, seppur a numero chiuso, grazie a loro. Ma com’è possibile? Tutto ruota intorno alla scacchiera dei numeri che sottende agli accordi sindacali. Il nuovo piano di apertura serale del Colosseo, definito ieri mattina dal tavolo di contrattazione, e studiato sulla base di uno scrupoloso rispetto di un regime di sicurezza, prevede l’ingresso di “sole” tremila persone. A fronte di questo numero chiuso, il contingente del personale necessario che dovrà essere in servizio scende. Dal numero minimo previsto di 15 unità, si riduce a 9 custodi. Ed ecco allora che, da accordo sindacale nazionale, servono solo tre custodi volontari tra il personale interno del Colosseo. E fino a ieri sera, in mancanza di adesione volontaria da parte della squadra interna del monumento, si sono mobilitate la Nazzaro, la Rea e la Barbera. E la Notte dei Musei avrà il suo Colosseo. Soddisfatto anche il premier Matteo Renzi che ieri sera ha dichiarato: «È stato evitato un autentico scandalo. Avevo detto ai ministri che dovevano andare loro, io non potevo perché sono fuori, ma qualcuno doveva andare per tenere aperto il Colosseo contro ogni logica sindacale». Per sabato sera l’Anfiteatro Flavio schiude i suoi portoni di tubi innocenti. 

TURNI DA 500 VISITATORI
Non li spalanca completamente, ma ci sarà comunque una festa per tremila persone, con sei turni di ingresso per 500 persone ogni mezz’ora, dalle 20 alle 22.30, rigorosamente su prenotazione (allo 0639967700). Se il ministero avesse fin dall’inizio progettato questa soluzione, non ci sarebbe stata alcuna presa di posizione da parte del personale «dettata – come ribadiscono i sindacati – dalla paura per la sicurezza di fronte alla prospettiva di una ressa al Colosseo». Invece, secondo gli accordi, la piazza sarà in assetto di guerra. E forse per una volta l’assedio degli ambulanti abusivi sarà arginato. Lungo il perimetro, a ridosso di ingresso e uscita del monumento, sarà assicurata la presenza delle forze dell’ordine, come dichiarato dalla soprintendente Barbera che ha ricevuto l’impegno del prefetto Giuseppe Pecoraro. 

IL MESSAGGERO