Champions: notte decisiva per il Napoli, spareggio col Bilbao

FINALE COPPA ITALIA 2014 FIORENTINA NAPOLI

 “Noi rispettiamo sempre l’avversario, loro sono completi e lavorano bene a livello giovanile. Si affrontano due squadre forti, vediamo cosa accade”. Rafa Benitez parla dell’Athletic Bilbao nella conferenza stampa di presentazione del preliminare d’andata di Champions League, in programma questa sera alle 20:45 al San Paolo.

“Si e’ parlato di una tragedia se si esce – ha proseguito il tecnico spagnolo -, ma il Napoli ha giocato poche volte la Champions. A tante societa’ forti capita di non giocarla, penso per esempio al Manchester United”. “Sappiamo che e’ importante accedere alla fase a gironi sia dal punto di vista sportivo che economico, ma non dobbiamo farci prendere dalla paura”, ha sottolineato Benitez. Nella lista dei convocati mancano Henrique, Dzemaili e Zuniga. “Dopo il Mondiale i giocatori arrivati piu’ tardi si sono allenati bene, come Zuniga, ma alcuni sono piu’ avanti. Higuain? Sta bene, ma non possiamo dire che e’ al 100%. E’ un giocatore di tanta qualita’ e puo’ darsi che l’80% sia abbastanza per fare la differenza. E’ un giocatore fondamentale”. “L’esperienza l’abbiamo – ha proseguito il tecnico – vogliamo fare bene domani per andare a Bilbao con piu’ tranquillita’. La squadra non puo’ essere al 100% dopo il Mondiale, molti sono tornati tardi, ma abbiamo fatto il massimo. Loro hanno un po’ di vantaggio a livello fisico, ma noi dobbiamo fare bene in casa. Sono convinto che siamo a un buon livello, ma vedremo domani cosa dira’ il campo”.

  “Sappiamo – ha aggiunt Benitez – che quando si giocano questo tipo di partite -non prendere gol e’ importante, ma comunque ci sara’ una seconda gara. Il San Mames e’ uno stadio mitico, ma il San Paolo e’ uguale. Mi aspetto il pubblico che abbiamo visto nelle grandi sfide, i tifosi devono essere il dodicesimo uomo in campo, devono capire che se un giocatore fa un errore va aiutato. I tifosi sono attaccati alla maglia, ma i giocatori sono del Napoli e vanno aiutati soprattutto quando fanno un errore”. “La partita e’ fondamentale dal punto di vista economico, e’ vero, ma senza la Champions League la societa’ potrebbe comunque crescere ancora. Potremmo puntare allo scudetto, alla Coppa Italia e a una tra Champions ed Europa League”, ha aggiunto ancora Benitez. Il tecnico spagnolo non ha voluto parlare invece del suo futuro: “non e’ il momento, dobbiamo concentrarci sul lavoro che abbiamo da fare. Sono un professionista, al Chelsea avevo i tifosi contro e poi ho finito per vincere l’Europa League. Sono concentrato al 100% su tutta la stagione”.

LA MAMMA DI CIRO ESPOSITO, “STASERA IN CURVA TIFERO’ AL POSTO SUO” “Questa sera il mio Ciro sarebbe stato al San Paolo, al suo posto, in Curva B. Non si sarebbe perso per nulla al mondo l’esordio stagionale del suo Napoli, l’inizio di una nuova grande avventura in Champions”. Inizia cosi’ la toccante lettera scritta da Antonella Leardi, mamma di Ciro Esposito, alla “Gazzetta dello Sport” nel giorno dell’esordio europeo del Napoli nel play-off d’andata contro l’Athletic Bilbao. “Questa sera io, Giovanni e il resto della famiglia saremo tutti al San Paolo, in Curva B – annuncia -. Ringrazio il presidente De Laurentiis, che ci aveva invitati a vedere la partita accanto a lui. Ma io preferisco andare in Curva e occupare il posto di Ciro”. “Voglio comportarmi esattamente come avrebbe fatto lui – continua mamma Antonella – tifare come avrebbe fatto lui, cantare con lo stesso entusiasmo che avrebbe usato lui. I tifosi organizzeranno una coreografia in ricordo di mio figlio e io saro’ felice e orgogliosa di farvi parte”. La mamma dello sfortunato tifoso partenopeo, morto a Roma dopo oltre 50 giorni di agonia dopo gli incidenti della finale di Coppa Italia dello scorso 3 maggio, ribadisce che “non e’ stato il calcio a uccidere un ragazzo di 29 anni, un ragazzo d’oro, leale, di sani principi, che ha avuto solo il ‘torto’ di comportarsi da eroe. Si’, oggi voglio ribadirlo: mio figlio si e’ comportato da eroe, e’ morto per difendere un pullman di famiglie, donne, bambini. Io sono e restero’ sempre orgogliosa di quello che ha fatto Ciro. Chi lo ha ucciso, di questo ne sono sempre piu’ convinta, ha compiuto un atto terroristico. Ha sfruttato il calcio per commettere una violenza inaudita, impensabile, immotivata. Ed io, a distanza di mesi, continuo a farmi sempre la stessa domanda: perche’?”. “Ma la vita continua, deve continuare – sottolinea la donna -. E allora, da quel pomeriggio maledetto, e finche’ ne avro’ le forze, continuero’ a lanciare lo stesso inequivocabile messaggio: no alla violenza. Lo voglio ribadire a tutti, ai napoletani e alle altre tifoserie italiane: non vi azzardate a vendicare il mio Ciro. Non osate macchiare in alcun modo il suo nome puro. Non versate altro sangue. Io, mio marito, i miei figli, Simona e tutte le persone che volevano bene a Ciro chiediamo una sola cosa: giustizia. Ma non vogliamo vendette”. A distanza di mesi “se c’e’ una cosa che mi rattrista ulteriormente e’ il silenzio della Roma. Mi fa male e mi fa pensare male. Dal 3 maggio aspetto un gesto, una parola, anche un piccolo cenno. Mi farebbe trovare un po’ di pace, forse. Se non volete farlo per me, fatelo per Ciro”, conclude.

AGI