C’è una “grana” Gentile per Renzi Ma il Ncd fa quadrato: non si tocca

PDL IN FIBRILLAZIONE, ALFANO MANTIENE PUNTO SU GOVERNO
«Non ho mai chiesto a nessuno di bloccare notizie su presunte indagini che riguarderebbero mio figlio e di cui lo stesso non è a conoscenza. Contro di me si sono sollevate accuse infamanti, la macchina del fango partita dalla mia regione ha contaminato anche i grandi giornali». Sotto attacco da quando è stato nominato sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture, il senatore Antonio Gentile, politico cosentino del Nuovo Centrodestra, rompe il silenzio e respinge l’accusa per la quale dal Pd vorrebbero le sue dimissioni dal nuovo incarico: aver fatto indebite pressioni sull’editore dell’Ora di Calabria per occultare la notizia di un’indagine a carico del figlio.
Il direttore del quotidiano, Luciano Regolo, replica a stretto giro di posta: «Se lo scopo della dichiarazione di Tonino Gentile è quella di intimorire o ridurre al silenzio me e tutta la redazione dell’Ora, sappia il senatore, che è destinato a fallire. Ho letto con molta attenzione quanto sostiene, ma piuttosto che fornire una spiegazione del fosco accaduto che ho denunciato preferisce sparare fango sul padre dell’editore dell’Ora della Calabria per confondere le acque».
In difesa del neo sottosegretario si schierano tanti esponenti alfaniani, da Schifani a Cicchitto a Sacconi. «Sul sottosegretario Gentile non abbiamo intenzione di accettare patenti di indegnità o di prestare il fianco a polemiche infondate», tuona Renato Schifani. Secondo il presidente di Ncd «è in atto un’operazione mediatica e politica violenta, palesemente fondata sul nulla, e rispetto alla quale il Nuovo Centrodestra non si farà influenzare. Un’operazione – aggiunge – che, è giusto ricordare, nasce da Il Giornale, a dimostrazione che noi siamo considerati i veri nemici di Silvio Berlusconi e non paradossalmente il Partito democratico, che su questa vicenda cerca di scaricare i suoi malesseri interni».
Sulla stessa lunghezza d’onda Fabrizio Cicchitto. «Non capiamo le ragioni degli attacchi, nel merito, non c’è alcuna prova che il senatore Gentile abbia ispirato l’intervento dell’editore sul direttore del giornale», dice il parlamentare del Ncd. «E tantomeno – aggiunge – c’è neanche lontanamente la prova che il senatore Gentile sia intervenuto per bloccare la tipografia. Il senatore Gentile nel merito ha fatto una querela e offre una ricostruzione dei fatti di segno totalmente opposto. Contro di lui c’è quindi uno scatenamento immotivato del tutto pretestuoso».
Fa parte del coro dei difensori del senatore calabrese anche Maurizio Sacconi. «Il “non caso” Gentile nasce dai soliti noti che per vent’anni hanno viziato la democrazia italiana con l’uso sistematico del pregiudizio e del sospetto nei confronti dell’avversario politico di turno», afferma il presidente dei senatori del Ncd.
Dal Pd Rosy Bindi torna però a chiedere un passo indietro. «Il sottosegretario Antonio Gentile non può certo rimanere nell’esecutivo – sostiene – quella sua intercettazione è inquietante. Si tratta di una pressione diretta e senza tanti scrupoli e merita di essere approfondita sul fronte delle pressioni sulla stampa locale, l’unica rappresentata a Reggio Calabria».
Anche Matteo Salvini, segretario federale della Lega, spara a zero: «Se questo è il nuovo che avanza, allora è un disastro. La Lega Nord è pronta a sfiduciare tutti gli indagati che Renzi ha messo al governo». Renzi ieri sul tema ha taciuto, ma sul suo tavolo di premier si è materializzata la prima “grana”.