C’è l’accordo sul Senato, Renzi: “Non ho paura del voto in aula”

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C’è l’accordo sul nuovo Senato e Matteo Renzi ostenta sicurezza. Il premier dice non temere il voto dell’aula del Senato sulle riforme: “Non ho paura del voto dell’aula, perché se al senato ci sarà chi tenterà di frenare, comprensibilmente… Magari perché qualcuno non ricorda il recente passato: quando vedo posizioni contro la riforma del Senato e del Titolo V da chi in passato ha svolto considerazioni identiche a quelle che facciamo noi oggi e ora è diventato contrario…”.

“Noi – ha aggiunto – stiamo andando verso il senato tedesco, ma tutta la discussione è se il Senato deve essere elettivo o no. Stiamo facendo una rivoluzione che è la rivoluzione del buonsenso, la politica sta dimostrando di essere capace di riformare sé stessa. Ci andranno contro? Io non credo…”.

Fare le riforme non vuol dire solo semplificare le regole ma dire al mondo che in Italia “le cose stanno cambiando – ha aggiunto – Noi stiamo dando un grande segnale di cambiamento al paese, che non è solo sul fatto che si semplificano le regole del gioco per le regioni. Anche, ma noi stiamo dicendo che l’Italia può cambiare e che anche alcuni tabù come l’abolizione del bicameralismo possono essere vinti se abbiamo coraggio. Se i politici hanno coraggio sarà più facile per le imprese investire, per la struttura pubblica credere nei progetti, per un cittadino andare a lavorare la mattina presto. Ecco il senso delle riforme”.

La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato l’emendamento presentato dalla relatrice Anna Finocchiaro, e riformulato dopo un accordo tra governo, maggioranza e Fi, sui criteri per la composizione del nuovo Senato. Lo ha riferito il senatore di Ncd, Andrea Augello.

“I criteri chiesti e ottenuti con l’accordo raggiunto prevedono che l’assegnazione dei seggi sarà rigidamente proporzionale, in ragione dei voti espressi e della composizione di ciascun consiglio regionale”, ha spiegato Paolo Romani, capogruppo Fi al Senato citando la riformulazione dell’emendamento Finocchiaro.

“Poichè spesso il diavolo sta nei dettagli c’era stata qualche maliziosa interpretazione sulla prima formulazione – ha spiegato Romani – e ora invece il testo è molto chiaro e trasparente”. Nella prima versione dell’emendamento Finocchiaro si prevedeva: “I seggi sono attribuiti con sistema proporzionale tenuto conto della composizione di ciascun consiglio regionale”. Questo legame con la composizione dei consigli, secondo Lega e Ncd avrebbe reso troppo rigido il criterio di assegnazione dei seggi mentre nella nuova versione, viene spiegato, si lascia più margine alla legge elettorale ordinaria che seguirà la riforma.

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