Buffon, ode alla porta: «25 anni fa ho giurato di proteggerti e custodirti»

BUFFON POESIA

TORINO –  Giampaolo Santoro ne “La solitudine dei numeri uno” scriveva: «Da ragazzi in porta finisce sempre il più piccolo, che ha orecchie basse non osa ribellarsi alla condanna, oppure il più imbranato con i piedi, di quelli che solo davanti alla porta vuota ti sparano un tiraccio sbilenco che sfiora la traversa dalla parte sbagliata… Ma poi c’è l’eccezione: quando in porta ci va uno che lo sceglie, uno che spalle alla rete sente di aver trovato il proprio posto nel mondo, e si sfrega le mani scrutando silenziosamente il campo. L’eccezione, appunto, anzi l’anomalia. “Che sia un po’ matto?”, si chiedono i compagni. Forse, e spesso come ogni matto, il portiere è un solitario. Anzi, qualcosa di più: è un uomo solo». Gianluigi Buffon, rappresenta indubbiamente quella che Santoro definisce “l’eccezione“, “l’anomalia“, perchè, come dice lui stesso, la sua è stata una “scelta di cuore“.

LA POESIA – Il numero 1 della Juventus e della Nazionale ha voluto celebrare il suo record (è il portiere con la più lunga striscia di imbattibilità della storia della Serie A, 974 minuti) raccontando, anche lui in versi, la solitudine del portiere, e quella scelta che lo portò a «rinnegare il suo passato»: “Avevo 12 anni quando ti ho voltato le spalle – si legge nel post diBuffon -. Rinnegai il mio passato per garantirti un futuro sicuro. Una scelta di cuore. Una scelta d’istinto. Proprio nel giorno in cui ho smesso di guardarti in faccia però, ho cominciato ad amarti. A tutelarti. A essere il tuo primo e ultimo strumento di difesa. Ho promesso a me stesso che avrei fatto di tutto per non incrociare più il tuo sguardo. O per farlo meno possibile. Ma ogni occasione è stata una sofferenza, dovermi voltare per rendermi conto di averti deluso. Ancora. Ancora una volta. Siamo sempre stati opposti e complementari, come Luna e Sole. Costretti a vivere uno accanto all’altro senza mai potersi sfiorare. Compagni di vita a cui viene negato il contatto. Oltre 25 anni fa ho fatto il mio voto: ho giurato di proteggerti e custodirti. Mi sono fatto scudo contro i tuoi nemici. Ho sempre pensato al tuo bene, anteponendolo al mio. E tutte le volte che mi sono voltato a guardarti ho cercato di sostenere la tua espressione delusa a testa alta, ma sentendomi consapevolmente in colpa. Avevo 12 anni quando ho voltato le spalle alla porta. E continuerò a farlo. Finché gambe, testa e cuore reggeranno” .

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