Bufera sul Sap, agenti divisi Alfano: ora regole più dure

ANGELINO ALFANO 1

È il ministro dell’Interno Angelino Alfano a fare la promessa che la mamma di Federico Aldrovandi attendeva. E tanto potrebbe bastare per creare una frattura ancora più profonda tra Viminale, agenti e sindacati di polizia: nei prossimi giorni – ha annunciato – metterà mano a un Dpr per modificare il Disciplinare delle forze dell’ordine. In modo da «tipizzare» meglio le condotte censurate e consentire che in alcuni casi, anche in seguito a reati di natura «colposa» come quello che ha portato alla morte di Aldrovandi, gli agenti condannati in via definitiva possano essere messi alla porta. Patrizia Moretti dopo l’ennesima, commossa, conferenza stampa, dopo gli insulti e l’oltraggio alla memoria del figlio morto per mano dei poliziotti, attende: «Il ministro ha promesso cambiamenti concreti. Purtroppo non potranno essere immediati né retroattivi, ma spero che in futuro non consentano più comportamenti così violenti da fare uccidere le persone, né l’applauso come quello per chi ha ucciso mio figlio». 
IL VIMINALE

Alfano le ha assicurato che affronterà il problema con il premier Renzi. E in ogni caso la presa di distanze è netta: dopo gli applausi agli agenti responsabili della morte di Federico, ha annullato l’incontro con il Sap previsto per martedì prossimo al Viminale. Il loro, dice, è stato «un gesto gravissimo e inaccettabile. Uomini in divisa, che rappresentano lo Stato, non possono disconoscere il senso di una sentenza passata in giudicato». 
LA SPACCATURA

Dopo la reazione del capo della polizia Alessandro Pansa, che due giorni fa ha bollato quegli applausi come «gravemente offensivi per la famiglia Aldrovandi e la società civile» (e ieri ha abbracciato Patrizia Moretti), il Sap non arretra: «Ho applaudito anch’io, non sono loro i colpevoli. Non ho disonorato la polizia», dice il segretario Gianni Tonelli, che ritiene ingiusta la sentenza di condanna per gli agenti. Se sulla pagina Facebook del sindacato c’è chi annuncia che straccerà la tessera dopo l’applauso, Gianluca Pantaleoni, segretario del Consap, parla invece di «distanza tra il capo della polizia e gli agenti» e si chiede se sia opportuno che resti ancora al suo posto. Con il massimo vertice della pubblica sicurezza si schiera il Siulp che esprime «vicinanza ad Alessandro Pansa che null’altro ha fatto che confermare la intima vocazione democratica» della polizia. E solidarietà è stata espressa anche dall’associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp) e dal Siap. Il segretario Giuseppe Tiani, però, lancia anche un appello a Renzi: «Al di là delle opinioni e di scene come quella di due giorni fa da cui prendiamo le distanze, gli chiedo di prendere atto delle sofferenza delle forze di polizia con lo spirito riformatore che lo contraddistingue». 
L’insoddisfazione nei confronti dei vertici e del ministero, accusati di lasciare gli agenti in piazza soli e senza strumenti per difendersi dall’ala più violenta dei manifestanti, è palese. E il clima rischia di farsi pesante in vista dei futuri appuntamenti: il 10 maggio a Torino è in calendario una nuova manifestazione No Tav. Stefano Paoloni, presidente del Sap, sintetizza il malcontento in poche battute: «Chi sbaglia deve pagare, ma il sistema deve consentirci di lavorare nel modo migliore». 

Il Messaggero