Boomerang Gentiletti

Claudio Lotito 1

Non è ancora arrivato, ma già fa discutere. L’atteso difensore centrale promesso da Claudio Lotito per rinforzare la rosa è Santiago Gentiletti. O forse no. Perché, dopo la festosa domenica con la carica degli ottomila a Formello, il giocatore del San Lorenzo – nato nel giorno del compleanno biancoceleste, il 9 gennaio del 1985, nazionalità argentina ma passaporto italiano e una Coppa Libertadores appena messa in bacheca – ha subito riacceso il malumore del popolo laziale.

Per chiudere l’affare Gentiletti mancano i dettagli, o meglio il bonifico da 2,5 milioni di dollari – clausola rescissoria fissata dal San Lorenzo – da versare nelle casse del club argentino. Diversamente da quanto afferma il presidente Matias Lammens («Sicuramente la Lazio pagherà la clausola per il difensore»), poco abituato alle trattative col collega Claudio Lotito, la società biancoceleste vorrebbe per la verità risparmiare qualcosa, ma non è questo il maggior impedimento di una trattativa già ai titoli di coda, come confermato dallo stesso Lotito in serata: «Santiago Gentiletti ha vinto la Coppa Libertadores e in più piace a Pioli».

La scelta della Lazio, poco convinta ma «obbligata» dalla costosa campagna acquisti e dal mancato sfoltimento della rosa, non ha però trovato il sostegno dei tifosi. Al contrario, sul web la delusione è palpabile e i commenti sarcastici per l’acquisto del Chueco – come Gentiletti è soprannominato fin da piccolo per colpa della strana forma dei piedi – abbondano, in parte condizionati dalla recente delusione Novaretti. Del resto il curriculum del centrale dal passaporto italiano non è certo irresistibile: due campionati argentini e una Libertadores in una carriera trascorsa in Sud America con un’unica, sfortunata avventura nel Brest, in Francia, dove Gentiletti ha collezionato 15 presenze in un anno prima del ritorno a casa.

Al San Lorenzo, atteso in settimana dal super tifoso Papa Francesco per la celebrazione del trionfo nella Coppa Libertadores, già rimpiangono Gentiletti («Andrà via al 99 per cento e dovremo lavorare per trovare un sostituto – ha affermato l’allenatore Edguardo Buaza – merita tutti i complimenti ricevuti per quello che ha fatto, gli auguro buona fortuna») ma a Roma il difensore argentino dovrà faticare per entrare nel cuore dei tifosi dimostrando – oltre all’abilità nel colpo di testa – di sapersi adattare rapidamente al calcio europeo per far coppia con l’olandese De Vrij.

Per tutti questi motivi, dopo aver impresso l’accelerata decisiva per chiudere l’affare col San Lorenzo la Lazio ha preferito prendere tempo. Perso Astori, la società biancoceleste ha seguito con attenzione Paletta, Vlaar e anche Doria, 19enne brasiliano per il quale il direttore sportivo Tare ha tentato un nuovo affondo negli ultimi giorni trovando il deciso rifiuto del Botafogo al pagamento dilazionato, unica chance per chiudere un trattativa da almeno 8 milioni di euro. Per questo motivo – in attesa delle cessioni di Gonzalez (corteggiato dal Southampton), Ciani e Cavanda, mentre Minala si è trasferito a Bari dove giocherà in prestito per un anno – la Lazio ha preferito cautelarsi con Gentiletti accantonando Voijslav Stankovic per mantenere libero il posto dell’extracomunitario. Perché Gentiletti sta arrivando, ma il mercato della Lazio non può finire così.

IL TEMPO