Bertolaso: «Marchini più simile a me Io e lui siamo come Totti e Spalletti»

458258 : (Pierpaolo Scavuzzo / EIDON),  2010-11-05 Roma - Guido Bertolaso - Guido Bertolaso (archivio) - Roma 5 Nov 2010 Guido Bertolaso (archivio) Guido Bertolaso  (EIDON) - fotografo: Pierpaolo Scavuzzo / EIDON

«Siamo rimasti 72 lunghissime ore a capire quello che si poteva fare. E io l’avevo detto chiaramente, anche a Berlusconi, che ero disposto a fare un passo indietro per trovare una convergenza con Alfio Marchini, che era e rimane il candidato più simile a me».

Che cosa ha detto di preciso a Berlusconi?
«Gli ho detto “guarda, io non sono certo uno appiccicato alla sedia a tutti i costi, voglio solo il bene dei romani”».

E lui?
«Lui mi ha ascoltato ed era pronto a valutare tutto. Poi si è messo di mezzo il suo partito…».

Forza Italia.
«…sostenendo a più voci che andare con Marchini avrebbe compromesso per sempre l’alleanza a livello nazionale con Lega e Fratelli d’Italia».

Quello che era rimasto dietro le quinte arriva ora sul palcoscenico. Guido Bertolaso si toglie molti sassolini dalle scarpe. E racconta l’ultimo fine settimana di passione in cui s’è sfiorata la clamorosa convergenza tra lui e «il candidato più simile a me», e cioè Alfio Marchini.

La sua disponibilità a un accordo con Marchini resta?
«L’ho detto e lo ripeto, voglio il bene dei romani e non sono attaccato alla poltrona. Ma bisognerebbe fare delle valutazioni nazionali che non competono a me».

La quadra tra lei, Forza Italia e Marchini si può ancora trovare?
«Io ci spero. Ma visto al punto in cui siamo, a differenza del mio solito, sono pessimista. Il tempo che ci separa dalla presentazione delle liste è poco. Dovremmo usare tutti i secondi, i minuti e i giorni per lavorare a un accordo per il bene di Roma…».

A proposito di Roma, lei sta con Totti o con Spalletti?
«Io sto col capitano, con l’ottavo re di Roma, naturalmente. Ha visto anche oggi, che giocata decisiva? Però le devo dire una cosa. Quando Spalletti se n’era andato da Roma l’ultima volta, gli avevo scritto un sms dicendo che mi dispiaceva. Segno che per me Totti e Spalletti servono entrambi, nello stesso momento, nella stessa squadra».

Marchini e lei come Spalletti e Totti?
«Eh (sorride, ndr)… come sintesi giornalistica ci potrebbe stare, certo. Però una cosa la vorrei dire. Si è sempre discusso del sostegno mio ad Alfio. Ma il passaggio inverso? Anche io ho le carte in regola e il curriculum per fare bene il sindaco di questa città».

Meloni dice che, tenendo lei in campo, Berlusconi sta facendo un favore a Renzi.
«Scusi, se c’è qualcuno che sta facendo un favore a Renzi, quelli sono Meloni e Salvini».

Dice?
«Non lo dico io, lo dicono i fatti. Io non ho mai sostenuto la Meloni, visto che diceva di non volersi candidare. Però lei ha sostenuto me, ricorda? E all’epoca i sondaggi, per quello che valgono, mi davano al 25%. Se non mi crede, vado a prenderle il lancio dell’Ansa… Di conseguenza, se c’è qualcuno che ha scombinato la situazione, favorendo il Pd, quelli sono Fratelli d’Italia e la Lega. Non certo Silvio Berlusconi. Quanto a Renzi, di cose da dire, ne avrei tante. A cominciare dalla scelta della data del voto».

Il 5 giugno primo turno, il 19 gli eventuali ballottaggi.
«Queste date sono il segno che il governo centrale ha paura delle urne. Ma come si fa a scegliere un giorno che arriva alla fine di un lungo ponte e addirittura ironizzare, come ha fatto Alfano, sui romani che comunque non andranno a fare le gite fuori porta? Avrebbero potuto quantomeno tenere i seggi aperti la mezza giornata del lunedì, come s’è fatto l’ultima volta. Invece niente».

Qual è la cosa che la spaventa di più, della situazione di Roma?
«Tra le tante cose, ci sarà un’emergenza rifiuti su cui il governo Renzi e la Regione guidata da Zingaretti hanno evidentemente le idee poco chiare. Roma ne produce tra le 3.500 e le 4 mila tonnellate al giorno. E i romani pagano le tasse più alte d’Italia. Mi crede se le dico che, senza soluzioni chiare e definitive, tra un po’ rischiamo di avere la spazzatura a piazza Venezia o a piazza San Pietro?».

Che cosa pensa dell’emergenza migranti?
«Leggo che Obama avrebbe aperto all’invio di mezzi Nato in Libia. È la stessa cosa che dicevo io mesi fa».

La destra che avanza in Europa le fa paura?
«Molto. Ha visto la Le Pen in Francia? Ha visto i risultati dell’Austria?».

Salvini e Meloni stanno con la Le Pen.
«Lo vedo. E, a quanto pare, non fanno nulla per nasconderlo».

Bertolaso è l’argine che impedisce al centrodestra di diventare destra-destra?
«Bertolaso è uno che rispetta la Costituzione, che ripudia il fascismo, che festeggia il 25 aprile e che, a queste condizioni, dialoga con tutti. Anche con Casa Pound. A queste condizioni, ovviamente».

Corriere della Sera