Berlusconi scuote FI «Largo ai giovani» E apre al premier

SILVIO BERLUSCONI 6

Ripartire dai giovani, ritrovare l’entusiasmo degli albori. «Con Forza Italia abbiamo percorso vent’anni di storia del Paese. E ora ci ritroviamo con una stanchezza, anche logica, che è in molti di noi anche se non tutti. Vent’anni di battaglie politiche ti stancano e ti tolgono un po’ di quell’entusiasmo, di quella passione e di quegli ideali con i quali avevi cominciato. Quindi Forza Italia ha bisogno di energie nuove». Ma anche dell’esperienza del leader, dice Silvio Berlusconi, che dopo mesi di dissidi e lacerazioni vuole riprendersi la guida del partito.
IL RICAMBIO
Il fondatore di Forza Italia parla agli studenti del corso di formazione politica organizzato a Sirmione da Mariastella Gelmini. Un incubatore per le nuove generazioni del movimento nel quale l’ex Cavaliere intende restare il punto di riferimento come, dice, è Matteo Renzi per il Pd. Berlusconi torna dopo settimane di silenzio, rinvigorito dall’ammissibilità del ricorso presentato a Strasburgo contro la condanna a quattro anni per frode fiscale nel processo Mediaset. Si presenta con le lenti scure per un problema agli occhi e Francesca Pascale accanto, smentendo le voci di dissidi dopo il moto di stizza della fidanzata che la sera prima l’ha lasciato solo all’ingresso di San Siro. E’ qui per parlare del futuro del suo partito e del ruolo che intende ricoprire. «Dopo vent’anni Forza Italia subisce la patologia di tutti, ha bisogno di tornare allo spirito del ’94. Io sono qua ad ascoltare obbediente quello che mi dite e a replicare se serve». Ma pronto a passare all’azione: «Oggi c’è una bandiera forte in Italia e, dobbiamo riconoscerlo, si chiama Matteo Renzi. Poi c’è una bandiera a mezz’asta che si chiama Silvio Berlusconi. Vediamo di utilizzare ancora questa bandiera, sarebbe bello avere un esercito azzurro con un vecchietto e tanti giovani. Dobbiamo saper vendere meglio il martire che abbiamo in casa: me ne hanno fatte così tante che se non fossi quello che ho dimostrato, sarei stato distrutto dieci volte». E ora, afferma, «bisogna piantare la bandiera di Forza Italia in ogni comune», per trasformare la maggioranza degli italiani, «che sono moderati, in vera maggioranza politica». Missione che affida a «un esercito di giovani», di «missionari» disposti a «combattere per la libertà» e a difendere i suoi governi, che hanno fatto «più di quanto gli altri hanno realizzato in cinquant’anni». Quanto alle riforme, «come possiamo noi persone responsabili e coerenti dire di no a riforme costituzionali che volevamo fare? Detto questo, non siamo soddisfatti».
LE LARGHE INTESE
Berlusconi affronta lo scenario internazionale, la crisi ucraina e l’emergenza Isis. Ma quando a pranzo raduna lo stato maggiore del partito, è sempre il partito a tenere banco. Nella convinzione che presto verrà il momento di dare una mano concreta a Renzi in Parlamento. «Se la riforma del lavoro ci convince e magari il premier chiederà la fiducia noi siamo pronti a votare», dice molto chiaramente al Mattino Renato Brunetta, «ma a quel punto saranno larghi settori del Pd a votare contro». E a quel punto le larghe intese saranno nei fatti. Con un Pd spaccato – è sempre il ragionamento che fanno in queste ore ad Arcore e dintorni – e dunque nella necessità dei voti azzurri per portare in fondo le riforme, istituzionali ed economiche.
L’ex Cavaliere è convinto che Strasburgo accoglierà i suoi ricorsi: «Entro dicembre – promette – tornerò in campo a tempo pieno. Per ora dobbiamo scongiurare una fine anticipata della legislatura perché non abbiamo un candidato, tuttavia sono convinto che Renzi voglia andare al voto». Un’indicazione chiara per far capire ai vertici azzurri chi detta la strategia in FI. Anche se non è passata inosservata la calda accoglienza riservata a Raffaele Fitto, voce dissidente del movimento che ha ribadito le sue richieste: primarie per la scelta della classe dirigente, con «candidati riconoscibili dalla gente».

Il Messaggero