Berlino, “da noi 500mila profughi” Usa in campo, aiuti a paesi Ue

Sbarchi Immigrazione Lampedusa

La Germania sara’ in grado di accogliere 500.000 profughi all’anno per alcuni anni, ma chiede ai partner europei di fare la loro parte; e intanto, mentre il flusso non si ferma, l’amministrazione americana -fa sapere la Casa Bianca- sta valutando “attivamente” una serie di opzioni per rispondere alla crisi.
La conferma della svolta di Berlino e’ arrivata dal vice-cancelliere tedesco, Sigmar Gabriel: “Ritengo che potremo certamente far fronte a qualcosa come mezzo milione di profughi, forse anche piu’, per diversi anni”, ha spiegato.
Gabriel ha pero’ sottolineato che anche altri Paesi dell’Ue devono farsi carico di una parte dei profughi in arrivo in Europa: “Non possiamo prendere quasi un milioni di persone ogni anno e integrarle come se niente fosse nella societa’ tedesca”.
Berlino, ha assicurato, continuera’ a farsi carico di una quota “largamente sproporzionata” perche’ “e’ senza dubbio un Paese forte economicamente” ma “la linea europea deve cambiare” perche’ non si puo’ gravare solo su Paesi come la Germania, l’Austria e la Svezia. Parlando a Berlino, il cancelliere Angela Merkel e il premier svedese, Stefan Lofven, hanno rimarcato la necessita’ di un sistema di quote da ripartire da tutti e 28 gli Stati membri, un piano che sara’ definito con maggiore chiarezza domani.
Domani infatti a Strasburgo il parlamento europeo in sessione plenaria ascoltera’ il primo discorso del presidente Jean-Claude Juncker sullo Stato dell’Unione, durante il quale presentera’ il nuovo piano della Commissione per la redistribuzione di 120 mila rifugiati da Grecia, Italia e Ungheria negli altri Paesi Ue e anche un ‘trust fund’ per l’Africa in modo da fornire supporto finanziario ai Paesi africani e affrontare alla ‘radice’ il problema. Il dibattito fra gli eurodeputati evidenziera’ le differenze fra schieramenti politici e Paesi: da un lato, chi ritiene che la redistribuzione proposta sia un primo passo positivo (anche se visti i numeri e le previsioni sui prossimi flussi sara’ solo una goccia nel mare); dall’altro chi si oppone al principio delle quote obbligatorie perche’ questo creerebbe un effetto di attrazione anche di migranti economici, aumentando le difficolta’ nell’accoglienza, e sostiene che occorre puntare piuttosto a un maggiore controllo dei confini.
Alcuni grandi Paesi, a partire da Francia e Germania, hanno gia’ confermato nei giorni scorsi di volersi far carico delle quote stabilite. Domani, si conosceranno i dettagli della proposta anche riguardo all’entita’ del “prezzo” in termini di contributo al bilancio Ue, che i Paesi che non accettano le quote dovranno pagare (secondo le anticipazioni di oggi, dovrebbe essere una quota molto esigua del Pil nazionale). Intanto, mentre al confine tra Serbia e Ungheria proseguono gli scontri e le infiltrazioni di migranti in fuga verso l’Ue e il premier magiaro, Viktor Orban, aumenta gli operai per accelerare la costruzione della barriera, l’Onu ha fatto sapere che sulle isole greche si trovano in totale 30.000 siriani. Di questi, 20.000 sono concentrati nella sola Lesbo, dove la situazione e’ particolarmente incandescente e si susseguono scontri con le forze di sicurezza e tra gruppi di stranieri.
Sempre l’Onu stima che saranno in totale 400.000 i migranti che entro la fine di quest’anno avranno attraversato il Mediterraneo, una cifra che nel 2016 potrebbe salire a 450.000 unita’ o addirittura di piu’. Un esodo che richiede una “risposta globale” in cui ciascun Paese faccia la propria parte, come ha chiesto Peter Sutherland, rappresentante speciale per le Migrazioni dell’Onu.
In Italia e’ partita la circolare del Viminale ai prefetti per la pianificazione dell’accoglienza di altri 20.000 immigrati che dovranno essere distribuiti per quote regionali da definire entro pochi giorni. Una nave della Marina croata ha sbarcato ad Augusta, in Sicilia, 224 migranti tratti in salvonel Canale di Sicilia. La chiesa ha cominciato a mettere in marcia le diverse iniziative di accoglienza dopo l’appello di papa Francesco domenica alle parrocchie, ai santuari e alle comunita’ religiose: due famiglie di migranti arrivate a Lampedusa saranno accolte in due appartamenti vicinissimi al Vaticano. A individuare le due famiglie ci pensera’ l’elemosiniere pontificio, monsignor Konrad Krajewski. “Speriamo che si possano integrare nel tessuto italiano e di Roma e possano avere qui un loro futuro”, ha continuato il cardinale Angelo Comastri, arciprete di San Pietro e vicario del papa per la citta’ del Vaticano, spiegando che si cerchera’ di dare una lavoro ai capifamiglia. La proposta del papa, che rimane per ora in un limbo giuridico puo’ pero’ avere un grande impatto numerico: “Parliamo del fatto che il papa chiede a ciascuna parrocchia, istituto religioso o santuario di ospitare una famiglia, percio’ tre o quattro persone. Se sono 27mila parrocchie, la capacita’ di risposta a questa chiamata potra’ essere di 100mila persone”, ha calcolato il direttore della fondazione Migrantes, Gian Carlo Perego.

AGI