Belgio-Italia, Pellè lotta, sbaglia tanto, poi fa il gol del 2-0. E dà ragione a Conte

Italy's Graziano Pelle jubilates after scoring the goal during the UEFA EURO 2016 group E preliminary round match between Belgium and Italy at Stade de Lyon in Lyon, France, 13 June 2016.
ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
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C’era una lettera di troppo in quel cognome che spegneva ogni fantasia: per i tifosi italiani e i milioni di c.t. che soggiornano nel nostro Paese arrivare all’Europeo con Graziano Pellè centravanti titolare della Nazionale era un macigno così pesante da tenere tutti inchiodati a terra. Vietati i voli pindarici, vietati i sogni: noi un Pelè (con una “l”) non l’abbiamo mai avuto, ma da Pablito Rossi a Bobo Vieri, passando per Vialli, Inzaghi e Schillaci, senza scomodare i Piola, i Riva e i Boninsegna del passato, di grandi attaccanti che hanno indossato l’azzurro ce ne sono stati tanti. Così quel gigante buono che ama la danza e che pure deve entrare in campo per fare a botte con i difensori avversari ci metteva in imbarazzo: lo dicono anche i numeri, anzi lo dicevano. Abbiamo (avevamo) l’attacco peggiore di sempre. Ma in passato ha funzionato. E ha funzionato anche stavolta.

errori e gol — Graziano Pellè, centravanti titolare inamovibile della Nazionale di Conte, ha fatto quello che tanti centravanti delle grandi nazionali, da Harry Kane ad Alvaro Morata, non hanno fatto: ha segnato un gol. Al 92′, al termine di una partita sofferta, soffertissima, Pellè ha avuto la lucidità e leggerezza di librarsi in aria, calciare al volo con una girata spettacolare e mettere la palla dentro sul cross di Candeva. Prima aveva sbagliato tanto: si è divorato un gol fatto, subito dopo quello segnato da Giaccherini, quando di testa, tutto solo, ha graziato Courtois. E poi ha perso quasi la metà dei palloni che ha toccato: 25 su 58 (dati Opta). Ma ha lottato tanto, si è fatto male a un dito (“Fa parte del mio modo di giocare, l’adrenalina ti fa passare tutto…”) e poi basta un tocco per trasformare una notte stregata in una notte magica. Il 2-0 al Belgio fa parte di quei tocchi. E di quelle notti magiche. “Ho dato tutto – ammette a Sky Sport – ho aspettato troppo per fare gol. Volevo farlo prima. Conte? Ormai è conosciuto da tutti, ci dà la giusta carica. Vuole tutte le cose perfette e noi cerchiamo di accontentarlo. Manteniamo la calma anche nei momenti difficili”.

inamovibile — Pellè ha chiuso la stagione al Southampton perdendo progressivamente il posto da titolare: al suo posto giocava spesso Long, l’attaccante titolare dell’Irlanda. Conte, invece, non lo ha mai messo in discussione: lo ha fatto debuttare in nazionale a 28 anni, lui lo ha ripagato con i gol a Malta e Norvegia nelle qualificazioni. La rete al Belgio, però, seppure non decisiva, è sicuramente la più importante mai segnata in carriera da questo ragazzo che ora di anni ne ha 30 e che non ha mai giocato in un grande club trascorrendo quasi tutta la carriera all’estero, tra Olanda e Inghilterra. Dopo l’Europeo, magari, la Serie A si accorgerà che vale la pena portarlo di nuovo a casa. Chissà se lo farà da eroe nazionale…

La Gazzetta dello Sport