Bale, quattro gol in 10 giorni: è tornato grande. E il Real se lo tiene stretto

Gareth Bale

Due gol al Rayo Vallecano, decisivi per la rimonta dei blancos dopo lo svantaggio iniziale, la rete decisiva alla Real Sociedad, utile per mantenere la squadra a un punto dalla vetta della Liga e infine, a chiudere i 10 giorni che sconvolsero (in positivo) la stagione del Real Madrid e diedero un senso a una stagione – la sua – fino a quel momento da sufficienza stiracchiata, il tiro-cross che ha steso il Manchester City nel ritorno della semifinale di Champions, regalando a se stesso e ai compagni una nuova finale contro l’Atletico.

Perdonate la frase fatta, ma non ce ne vengono in mente altre per fotografare quello che è un dato di fatto: Gareth Bale è l’uomo del momento del Real di Zidane, più ancora di un Cristiano Ronaldo reduce da infortunio e non ancora al massimo.

Lui e Cristiano pari sono — Lo stesso Zidane ha riconosciuto quanto decisivo per le sorti della squadra possa risultare il gallese: “Per noi è un giocatore molto importante”, ha detto l’allenatore dopo la partita contro la Real Sociedad. “Quest’anno Bale ha giocato a singhiozzo a causa degli infortuni, ma adesso ha ritrovato la forma migliore e per noi lui vale quanto Ronaldo. Lui può fare le stesse cose di Cristiano”.
Una investitura ufficiale e definitiva che, specie se la stagione finisse per la Real Casa con almeno una vittoria tra Liga e Champions, meglio ancora se col timbro del giocatore britannico, renderebbe quasi automatica la continuazione della storia d’amore tra Bale e il Real. Una storia invero travagliata e messa in discussione proprio da un’annata agonistica avara di soddisfazioni, fino appunto alla svolta positiva di una decina di giorni fa, per l’esterno d’attacco ex Tottenham.

Quelle sirene inglesi — Per Gareth, pagato da Florentino Perez più di 100 milioni nel 2013, si parla da mesi di un rinnovo del contratto fino al 2021, ma i continui infortuni al polpaccio, che lo hanno costretto a saltare il 40% delle gare ufficiali disputate da Real, e il fatto che in Champions non avesse ancora segnato (prima di quello al Manchester, in 26 sfide europee col Real aveva siglato appena 8 gol in 3 stagioni spagnole, la metà di quelli di Benzema e tantissimi in meno rispetto ai 43 di Ronaldo, suoi partner d’attacco) avevano messo in discussione la sua permanenza a Madrid. Dall’Inghilterra erano iniziate a circolare voci su un possibile ritorno di Gareth in Premier, destinazione proprio Manchester, al nuovo City di Guardiola o allo United; questi 10 giorni, e quelli che ancora verranno, potrebbero spazzare via tutte le ombre per un atleta che, nato terzino sinistro, è diventato un devastante esterno offensivo, veloce, esplosivo, tecnico, dotato di un sinistro potente quanto preciso (ma col City ha segnato di destro) e di un’eccellente elevazione. Il limite? Una fragilità fisica congenita, in passato alle caviglie, in tempi recenti muscolare. Ma, quando sta bene, non ha eguali nella miscela delle caratteristiche tecniche e atletiche.

La Gazzetta dello Sport