Assenteismo all’Ama, primi licenziamenti

AMA

Scattano i licenziamenti ad Ama per assenteismo. Dall’inizio dell’anno sono stati già sette, di cui uno è stato formalizzato proprio ieri. Dal punto di vista burocratico hanno come motivazione «inefficienza» sul lavoro, ma di fatto riguardano coloro che troppo spesso non si presentano in azienda e che sono all’origine di quel dato rilanciato più volte da Marino: all’Ama in media mille su ottomila dipendenti non vanno a lavorare.
MULTE
Non solo: all’Ama si userà anche lo strumento delle sanzioni. Si tratta di un’operazione chirurgica, che ovviamente non interesserà coloro che sono realmente malati. Ma poiché la percentuale di assenze giustificate da certificato medico è alta, poco sotto all’8 per cento e superiore di due punti alla media delle aziende dello stesso settore nel resto d’Italia, all’Ama ora andranno a contrastare le «assenze brevi». In pratica si punta a coloro che, con continuità, a singhiozzo restano a casa per 24 ore, annunciando l’assenza il giorno stesso per telefono, magari in date strategiche.
La stretta sugli assenteisti, applicata in accordo con i sindacati, andrà ad avvalersi di quanto è scritto nel contratto di lavoro che, appunto, in caso di assenze brevi ripetute più di cinque volte in un anno, dalla sesta in poi prevede una decurtazione di 35 euro nello stipendio. Questa formula sarà applicata a partire da agosto, mentre ci saranno sanzioni di 20 euro per i mesi precedenti.
COLLOQUI
Si tratta solo di un primo passo per fare recuperare efficienza all’azienda che ha vissuto giorni bui quando i rifiuti restavano per strada, a causa sì della insufficienza strutturale degli impianti, ma anche di turni saltati e poco personale in servizio. Stanno proseguendo i colloqui con i duecento dipendenti individuati in base al numero di assenze sopra la media. Ieri il sindaco Marino ha confermato a La7: «Li stiamo chiamando uno per uno e non era mai accaduto, chiedendo loro la ragione di tutte quelle giornate di assenza». Dall’ufficio di gabinetto del sindaco è stato avviato l’audit, l’indagine che si avventura in un altro terreno minato: il sospetto che nei giorni della bufera vi siano stati casi di boicottaggio, una tesi sostenuta con forza del sindaco Ignazio Marino, «anche se per punire gli eventuali responsabili dovremmo attendere l’esito dell’indagine, servono prove concrete». Ultimo tassello: l’azione sulle retribuzioni. Già nei mesi scorsi erano stati tagliati gli stipendi dei dirigenti dell’Ama, ora si passeranno al setaccio i compensi dei quadri.
RACCOLTA
Ieri l’assessore all’Ambiente, Estella Marino, ha sottolineato però due dati in positivo per l’Ama: il primo è che la situazione della raccolta dei rifiuti è tornata alla normalità; la seconda è che in alcuni municipi i risultati della differenziata sono superiori al 50 per cento. Ha detto Estella Marino in un’intervista a Radio Città Futura: «Gestire le difficoltà e le cosiddette emergenze non deve farci sottovalutare i risultati raggiunti: a maggio 2014 la raccolta differenziata nei Municipi che hanno avviato il nuovo modello a 5 frazioni durante il 2013 sfiora il 50%. Nel Municipio III si arriva al 47,3%, nel Municipio VI al 50,8%, nel Municipio XI al 47,1%, nel Municipio XIII al 42,3%, fino al picco del 59,2% del Municipio IX». Proprio il potenziamento della differenziata aveva causato dei problemi nella distribuzione in città del personale dell’Ama. Ma d’altra parte per Roma non ci sono alternative: si esce dall’emergenza solo incrementando la differenziata.

IL MESSAGGERO