All’assalto nel deserto

REJA

Nove punti per l’Europa. E per un futuro migliore. Alla vigilia della scontro diretto contro il Verona, ennesimo appuntamento fondamentale nella lunga e complicata rincorsa della Lazio, Edy Reja non lo nega: il sesto posto non sarà decisivo per i bilanci – l’Europa League garantisce nel migliore dei casi 15 milioni di euro (se vinci tutte le partite e riempi sempre lo stadio, non proprio il caso della Lazio, che lo scorso anno incassò 7 milioni raggiungendo i quarti) – ma lo è per le strategie di mercato.

«Con l’Europa League potrebbe cambiare qualcosa», ha ammesso Reja. E allora ecco un altro motivo – se non bastassero gli incassi, la visibilità internazionale e la possibilità di far crescere i giovani in partite tatticamente meno difficili rispetto alla serie A – per inseguire il sesto posto. Il tecnico goriziano ci crede: oggi – in un Olimpico ancora una volta deserto per la protesta del popolo biancoceleste contro la gestione Lotito – la Lazio deve battere ed eliminare il Verona per restare incollata al Torino, atteso dallo scontro diretto col Parma e poi dalla complicata trasferta di Firenze.

«Siamo cinque squadre in lotta – ha osservato Reja – ma il destino è nelle nostre mani. Avevo fatto delle tabelle, pensavo di avere due punti in più ma siamo ancora leggermente avvantaggiati nonostante un calendario difficile, perché anche Inter e Bologna avranno bisogno di risultati. Ho recuperato tanti giocatori anche se dovrò scegliere bene perché molti non hanno i 90 minuti nelle gambe. E la condizione fisica sarà fondamentale, perché psicologicamente questa squadra è pronta ad affrontare partite simili».

Rispetto alla partita d’andata – ultima gara del 2013 e soprattutto dell’era Petkovic, licenziato dopo la debacle del Bentegodi – il Verona non potrà contare su Jorginho, trasferitosi a Napoli, mentre Iturbe è stato convocato ma non è in buone condizioni dopo la botta alla gamba rimediata nell’ultima gara. «Loro giocano comunque allo stesso modo – ha osservato Reja – concedono poco, sono bravi tecnicamente e veloci nelle ripartenze. Mandorlini ci sa fare, dovremo stare attenti sui calci piazzati. Ma anche noi abbiamo le armi per far male al Verona».

Prima fra tutte Miro Klose, al rientro dopo l’infortunio e reduce dalla firma sul nuovo contratto: «Le sue qualità non si discutono – ha dichiarato Reja – uno come lui fa sempre comodo, molte squadre lo volevano ma lui ha scelto la Lazio perché ha visto il progetto della società che vuole aprire un nuovo ciclo. Avremo bisogno di innesti in altre zone del campo, ma se arriviamo in Europa League potremmo magari cogliere un’occasione per rafforzare ancora l’attacco». Il sesto posto è d’obbligo.

IL TEMPO