Alfano ai vescovi: «Non possiamo accoglierli tutti». Salvini: «Galantino complice degli scafisti»

ANGELINO ALFANO

«Noi siamo campioni del mondo di umanità e di accoglienza. Capisco le parole di monsignor Galantino che fa il vescovo, io però faccio il ministro dell’ Interno ed ho il dovere di far rispettare le leggi: abbiamo un grande cuore ma non possiamo accogliere tutti». Così il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha commentato, durante un’iniziativa a Ostia, le parole di monsignor Galantino, segretario della Cei, sul tema migranti.

Galantino: no hotspot in mare, dobbiamo salvarli
In un’intervista su Repubblica Galantino, parlando delle vittime in mare, ha definito quelle morti «uno schiaffo alla democrazia europea», ed ha evidenziato che «purtroppo, non si è avuto il coraggio di creare canali umanitari, previsti dal diritto internazionale, verso i Paesi disponibili all’accoglienza, per favorire partenze in sicurezza ed evitare violenze, sfruttamento e morti».

“Non si è avuto il coraggio di creare canali umanitari, previsti dal diritto internazionale”

Monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei
Il segretario della Cei ha poi definito gli hotspot (i centri di identificazione voluti dalla Ue) «una riedizione in brutta copia dei luoghi di trattenimento di persone». E ha bocciato l’ipotesi, caldeggiata dal ministro dell’Interno Alfano degli hotspot in mare. Per Galantino, infatti, i migranti hanno il diritto di presentare domanda d’asilo e al ricorso, «sulle navi questo percorso di protezione internazionale non è possibile».

Salvini: Galantino complice degli scafisti
Contro Galantino si è scagliata compatta la Lega. «Chi parla così è complice degli scafisti e nemico degli italiani e dei rifugiati veri. Mi auguro che ora rettifichi o chieda scusa» ha detto il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, per il quale «la quota di immigrati che l’Italia può accogliere in questo momento è zero». Mentre Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega Nord al Senato ha definito «folle, assurda e irresponsabile» la posizione del segretario della Cei. E ha attaccato: «Galantino proponga in Vaticano di mettere a disposizione dello Stato, per l’accoglienza, i fondi dell’8X1000, dello Ior e il loro incalcolabile patrimonio immobiliare».

Juncker: su hotspot in mare questioni legali da valutare
Sul tema degli hotspot in mare la posizione della Commissione Ue è interlocutoria. «Siamo sempre aperti a discutere e meditare le proposte e sottoproposte del mio buon amico Renzi. Non sono contrario ma ci sono questioni legali che devono essere prese in esame. Non sto dicendo ‘no’ e non sto dicendo ‘si’. Sto riflettendo e questo non dovrebbe essere una sorpresa». Lo ha detto Jean Claude Juncker rispondendo ad una domanda sulla proposta italiana di hotspot galleggianti a margine del punto stampa tenuto con il premier slovacco Robert Fico, che avrà la prossima presidenza semestrale della Ue.

Avramopoulos: estate di sbarchi, fate più hotspot
Ma se la questione degli hotspot galleggianti resta in standby, dalla Commissione Ue si moltiplicano gli appelli a un maggiore impegno sul fronte dell’identificazione dei migranti e della costruzione di nuovi hotspot. «Il lavoro e l’impegno dell’Italia è da lodare, ma a causa dei picchi del numero di arrivi è diventato chiaro che la capacità di ricevimento negli hotspot operativi non sarebbe sufficiente a fronteggiare l’attuale flusso e il potenziale aumento degli arrivi in estate: chiediamo all’Italia di affrontare questa situazione e abbiamo fiducia che lo farà. Può contare sul nostro sostegno». Lo ha detto il commissario europeo alle Migrazioni e agli Affari interni, Dimitris Avramopoulos, in un’intervista a Qn.

Verso due nuovi hotspot, a Messina e Mineo
E il governo sembra intenzionato a muoversi, con due nuovi hotspot a Mineo e Messina. Nonché conPoi l’attivazione di sei strutture mobili (basate a Cagliari, Reggio Calabria ed altre 4 località) pronte ad intervenire nei porti di sbarco e l’apertura di hotspot di «secondo livello» in diverse regioni dove sistemare le persone destinate ad essere rimpatriate. In cambio, l’Italia chiede alla Ue un’accelerazione appunto sui rimpatri e sulla ricollocazione dei rifugiati, che dopo quasi un anno è complessivamente ferma a poco più dell’1% delle promesse (per l’Italia, appena 718 su 39.600 in due anni). È questa la posizione che, a quanto si apprende, il Viminale sta definendo nella risposta alla Commissione europea che potrebbe essere inviata già domani a Bruxelles. Punto centrale, la constatazione che se non partono i rimpatri europei il sistema non regge.

Sindaco Messina: comune contrario a hotspot
Ma l’ipotesi di un hotspot in città non piace al sindaco di Messina, Renato Accorinti, che ha attaccato: «Ci dispiace aver dovuto apprendere dalla stampa di questa notizia relativa alla creazione di un hotpsot per migranti a Messina e di non essere stati mai coinvolti in questa discussione dal ministero». E ha di «essere totalmente contrario perché Messina fa un altro tipo di accoglienza ai migranti».

Mattarella: garantire sicurezza e dignità
Intanto nel messaggio ai prefetti per il 2 giugno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato che «nella gestione dei continui flussi di persone in fuga da guerre, persecuzioni e povertà spetta ai Prefetti un ruolo essenziale per coordinare le attività di primo soccorso e di assistenza, per garantire condizioni generali di sicurezza e di rispetto della dignità umana, per favorire la sistemazione più adeguata nelle diverse realtà».

Migranti accolti in parrochia a Ventimiglia
Sul fronte interno resta critica la situazione a Ventimiglia, dove le forze dell’ordine hanno sgomberato il 30 maggio un centinaio di migranti accampati sulla spiaggia alla foce del fiume Rojala. Hanno trascorso la notte nella chiesa di Sant’Antonio a Roverino i circa 120 migranti bloccati ieri dalla polizia a Ventimiglia mentre tentavano di raggiungere a piedi il valico di frontiera di Ponte San Ludovico. Prima di trasferirsi nella parrocchia di Roverino, avevano trovato riparo nella sede della Caritas. Il problema è che nel giro di poche ore i centoventi stranieri presi in carico dalla Caritas nel pomeriggio di ieri, in serata sono diventati duecentoquaranta. Un numero destinato a crescere con i nuovi arrivi. La Caritas sta lavorando per trovare alcune soluzioni, ma dopo aver abbandonato l’idea del seminario diocesano di Bordighera, anche per la contrarietà del sindaco Giacomo Pallanca, la strada si presenta più in salita del previsto.

Sindaco Bordighera: nessuna tendopoli
«Come sindaco sono la massima autorità sanitaria locale e ho l’obbligo di legge di tutelare la salute dei cittadini e degli ospiti di Bordighera». Così Giacono Pallanca, sindaco di Bordighera, nella riviera dell’estremo Ponente ligure, ha spiega la sua contrarietà all’apertura di una tendopoli per accogliere i migranti nel giardino del seminario arcivescovile. «Si tratta di persone – ha dichiarato il sindaco – non identificate e prive di certificazione sanitaria, non posso permettere che si accampino nel centro della città, davanti all’ospedale e al Sert».

Il Sole 24 Ore