Un fulmine a ciel sereno. E’ la metafora più utilizzata in ambienti 5 Stelle per descrivere le dimissioni di Giulia Sarti da presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio. La deputata si è anche autosospesa dal M5S dopo la notizia della richiesta di archiviazione per l’ex fidanzato Bogdan Andrea Tibusche (meglio conosciuto come Andrea De Girolamo), accusato dalla Sarti di appropriazione indebita aggravata. Per capire meglio la vicenda bisogna avvolgere il nastro indietro di un anno. E’ il 2018 e poco prima delle elezioni politiche la Sarti finisce nell’elenco de ‘Le Iene’ dei furbetti delle rendicontazioni.

La parlamentare grillina decide di autosospendersi dal Movimento 5 Stelle e scarica tutte le responsabilità su De Girolamo (che in passato ha gestito la contabilità della ex compagna) accusandolo di essersi intascato una somma pari a 23mila euro. Di Maio e i vertici grillini ‘perdonano’ Sarti, che infatti viene reintegrata a pieno regime nel Movimento, per poi essere eletta presidente della Commissione Giustizia. Adesso però quella poltrona è vacante e c’è chi scommette che sarà Francesca Businarolo – deputata alla seconda legislatura, nonché relatrice della legge sul whistleblowing – a ricoprire la carica di presidente al posto di Sarti.
De Girolamo, interpellato dall’Adnkronos, promette: “Ci saranno sviluppi”. “Bogdan ha avuto un danno enorme rapportato alla sua vita, era il soggetto più debole tra i due. All’epoca è stato massacrato, è stato dipinto come un disonesto. Ha perso opportunità di lavoro, è stato insultato da tutti quelli del M5S”, dice sempre all’Adnkronos l’avvocato di De Girolamo, Mario Scarpa, ipotizzando una possibile richiesta di risarcimento danni nei confronti di Sarti. Comunicando la decisione delle dimissioni, Sarti ha precisato che “né Ilaria Loquenzi né Rocco Casalino mi hanno spinto a denunciare nessuno, ma si sono limitati a starmi vicino nell’affrontare una situazione personale e delicata”. Parole sulle quali il Pd ora vuole vederci chiaro.

In una nota il deputato dem Carmelo Miceli attacca: “Il portavoce di Palazzo Chigi Rocco Casalino e la responsabile comunicazione del Movimento 5 Stelle Ilaria Loquenzi devono chiarire ai magistrati se hanno fatto pressioni su una deputata della Repubblica per dichiarare il falso. E’ inevitabile che Casalino e Loquenzi vengano interrogati al più presto. Anzi, farebbero bene a presentarsi spontaneamente di fronte ai Pm di Rimini, in ossequio alla trasparenza”.

Dello stesso tenore il commento di Ubaldo Pagano, che su Facebook chiede le dimissioni di Casalino. “La denuncia contro l’ex fidanzato per negare i bonifici taroccati di Rimborsopoli, secondo quanto emerge dagli atti delle indagini dei Pm di Rimini, sarebbe un’idea partorita dai capi comunicazione del Movimento 5 Stelle. Una vergognosa messinscena, una presa in giro nei confronti degli elettori – tuona Pagano -. La Sarti scrive testualmente al fidanzato che di denunciarlo ‘me lo ha chiesto Ilaria con Rocco per salvarmi la faccia’. Uno spaccato inquietante della fabbrica delle fake news targata M5S”.