A volte basta una classifica per rimettere in circolo la parola scudetto, e il Como oggi gliene offre più di una: quarto posto in Serie A a cinque punti dalla Lazio capolista, tre vittorie nelle prime quattro gare di Champions League, il 9-1 di Lens che nessuno aveva mai ottenuto in trasferta nella competizione. Domenica a San Siro arriva la grande sfida contro l’Inter, e il tema è già sul tavolo.

Competitivi ogni tre giorni

La domanda sullo scudetto circonda il Como fin dall’inizio della stagione, da quando la prima Champions della sua storia ha allargato il perimetro del club. I numeri alimentano il tema: una sola sconfitta in dieci giornate di campionato e otto reti subite, come la Lazio capolista.

Il punto di vista del ds Carlalberto Ludi, in diretta a Radio Radio Lo Sport, parte da qui: “La verità è che noi siamo dentro al quotidiano. La sfida di quest’anno non è tanto vincere lo scudetto, ma è riuscire a rimanere competitivi ogni 3 giorni“.

Sul piano mentale, la partita si gioca altrove. Per il dirigente lariano è questione di maturità: “Questo è qualcosa che ci siamo chiesti fin dall’inizio ed è uno step di maturità che secondo me ancora dobbiamo consolidare“.

La parola che non si pronuncia

A Torino, dopo la rimonta firmata da Nico Paz, Fabregas era arrivato a dire di non sapere nemmeno quanti punti avesse la sua squadra. A inizio stagione aveva liquidato il tema con una frase: “Manca tantissimo, andiamo piano“. In Europa i lariani hanno nove punti dopo quattro giornate, gli stessi di Barcellona e Manchester City, e dopo il 9-1 di Lens l’allenatore ha chiesto ai suoi di restare umili.

La linea non è cambiata dai giorni della qualificazione in Champions, quando lo stesso Ludi definì lo scudetto impensabile, al pari di quanto lo era la Champions un anno prima.

Sul perché la parola circoli, il ds non ha dubbi: “Stiamo facendo molto bene, no? E quindi nessuno ci pone limiti“.

Sul punto non lascia spazio a interpretazioni: “Dopodiché la parola scudetto è qualcosa di inassociabile al Como in questo momento, ma ci godiamo la crescita, ci godiamo il lavoro e speriamo di continuare su questa direzione“.

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