La situazione in casa Lazio si fa sempre più complicata e carica di interrogativi. Quella che doveva essere un inverno di rilancio e programmazione si è invece trasformata in una lunga sequenza di delusioni, tensioni e scelte che stanno facendo discutere tifosi e non solo.
Dopo il blocco del mercato nella sessione estiva, l’ambiente biancoceleste si aspettava una svolta decisa, un segnale forte da parte della società che potesse ridare entusiasmo a Maurizio Sarri e a una tifoseria sempre più preoccupata per il futuro. L’idea era quella di voltare pagina, lasciandosi alle spalle le difficoltà burocratiche e finanziarie per costruire una squadra competitiva, pronta a lottare su più fronti. Così, però, non è stato.
Lazio, addii pesanti e certezze che vengono meno
A rendere il quadro ancora più complesso sono state le partenze di alcuni punti di riferimento della rosa. Su tutte, spiccano quelle di Valentín Castellanos, volato al West Ham, e di Matteo Guendouzi, trasferitosi al Fenerbahçe. Due addii che pesano, non solo per il valore tecnico dei giocatori, ma anche per l’importanza che avevano assunto negli equilibri della squadra.
Come se non bastasse, nelle ultime settimane si è acceso anche il caso Romagnoli. La frattura tra il difensore e la società appare evidente e ora dovrà essere ricucita in vista della seconda parte della stagione. Un’operazione tutt’altro che semplice, soprattutto considerando l’importanza del giocatore nello scacchiere difensivo di Sarri e il suo ruolo nello spogliatoio.
Giovani sì, ma non pronti subito
Sul fronte arrivi, la Lazio ha scelto una linea chiara: puntare su giovani di prospettiva, interessanti sul piano tecnico ma ancora lontani dall’essere pronti per vincere subito e sostenere il peso di grandi responsabilità.
Sono arrivati profili come Taylor, Ratkov, Przyborek, Motta e Maldini, calciatori con ampi margini di crescita e potenzialità evidenti, ma che necessitano di tempo, lavoro e pazienza. Non si tratta, quindi, di rinforzi immediatamente decisivi, bensì di scommesse per il futuro, scelte che sembrano più orientate alla sostenibilità e alla progettualità che ai risultati immediati.
La tifoseria osserva con crescente preoccupazione. Il timore è quello di una stagione di transizione che rischia di diventare un ridimensionamento vero e proprio, lontano dalle ambizioni europee che negli ultimi anni avevano accompagnato il progetto Lazio.
Lazio, la furia di Di Giovambattista: “O Lotito mette il budget oppure si fa dura!”
Il malcontento non riguarda solo i tifosi, ma è condiviso anche da voci autorevoli del panorama mediatico. Durante una trasmissione di Radio Radio Lo Sport, il direttore Ilario Di Giovambattista ha espresso un giudizio durissimo sulla situazione biancoceleste:
“Ormai ci sono 8/9 squadre più forti della Lazio, che gli sono passati avanti. O si da un’accelerata sotto il punto di vista economico o la Lazio soccombe! Questa è la mortificazione del popolo laziale! Se vuoi fare un certo mercato devi dare un budget: se fai 100 milioni, ne devi dare almeno 70 per fare un mercato giusto e intelligente! Lotito lo deve capire“.
Parole che fotografano perfettamente il sentimento di una piazza che si sente sempre più distante dalle dirette concorrenti. Club come Inter, Milan, Juventus, Napoli, Roma, Atalanta, Bologna e Como sembrano aver compiuto passi avanti decisivi, mentre la Lazio appare ferma, frenata da una gestione economica che privilegia l’equilibrio dei conti rispetto all’ambizione sportiva.










