La Securities and Exchange Commission ha sempre respinto le ipotesi di insider trading legato all’11 settembre, dichiarando di non aver trovato alcuna prova che chi conosceva in anticipo l’attacco avesse operato in Borsa su quella base. Una conclusione che non ha chiuso il dibattito, tornato d’attualità con un articolo di Claudia Carpinella su Piccole Note ripreso da Al-Mayadeen.
Le scommesse sospette prima delle Torri
Giorgio Bianchi, in diretta ai nostri microfoni, ha ricordato come “5 giorni prima dell’11 settembre furono aperte oltre 2000 posizioni short” sul titolo United Airlines, un volume 90 volte superiore alla media di agosto. Movimenti anomali, ha aggiunto, avrebbero riguardato anche Raytheon, Boeing e Lockheed Martin, mentre un investitore legato per affari al fratello dell’allora presidente Bush avrebbe acquistato migliaia di azioni di una società di sicurezza del World Trade Center. L’indagine SEC, aperta il 12 settembre 2001, si chiuse senza interrogatori.
Il parallelo con il 7 ottobre
Bianchi ha poi richiamato le rivelazioni di Haaretz secondo cui Emirati Arabi Uniti ed Egitto avrebbero avvertito Netanyahu, prima del 7 ottobre 2023, di un attacco imminente di Hamas – circostanza che l’ufficio del premier respinge come “fabbricazione malevola”, annunciando querela. “Voglio semplicemente mettere in fila i fatti, poi ognuno si farà la propria idea”.










