Ebbene sì, sia la Russia di Vladimir Putin sia la Cina di Xi Jinping si sono infine decise a intervenire.
È ufficiale la notizia secondo cui entrambe daranno supporto militare al loro prezioso alleato, all’Iran, sottoposto a una vile aggressione imperialistica da parte di Usraele, ossia dell’imperialismo assassino della civiltà del dollaro e di Tel Aviv.
Un’aggressione imperialistica infame, al ritmo di Macarena, con tanto di bombardamenti assassini su scuole femminili, contro un Iran che non rappresentava realmente un pericolo per nessuno, ma che aveva la sola colpa inespiabile di non essere genuflesso servilmente a Washington e a Usraele e, anzi, di resistere eroicamente alla loro arroganza imperialistica senza confini.
L’Iran non è più solo
Possiamo ben dire allora che l’Iran non è più da solo e che dalla sua ha due potenze colossali e grandiose come la Russia e la Cina, i due baluardi del mondo multipolare, le due speranze massime per un pianeta sottratto all’imperialismo e alla libido dominandi della civiltà del dollaro. Deve essere chiaro che Russia e Cina non intervengono per mera filantropia, ma perché sanno benissimo che, presto o tardi, potrebbe toccare anche a loro questa inedita cura ludovico dell’imperialismo etico di Washington, con bombe umanitarie, missili intelligenti ed embarghi terapeutici.
La Russia di Putin e la Cina di Xi Jinping sanno benissimo che, se cade l’Iran, cade un avamposto fondamentale della resistenza al nuovo ordine mondiale dell’imperialismo etico di Israele.
Taluni dicono che è un grave rischio, che si va verso un conflitto mondiale, che il conflitto si sta allargando con l’intervento della Russia e della Cina. Ma noi, per parte nostra, domandiamo: bisognerebbe quindi stare a vedere lo sterminio dell’Iran senza batter ciglio? Sarebbe cosa giusta e buona assistere impotenti alla distruzione assassina dell’Iran da parte di Usraele?
Lo ribadiamo ancora una volta: è duopo supportare tutti gli stati che, per una via o per un’altra, sono oggi pervenuti all’opposizione ragionata contro l’imperialismo statunitense, e ciò del tutto a prescindere dalla loro organizzazione interna. Detto altrimenti, possiamo essere critici per più punti dell’organizzazione interna dell’Iran, della Russia o della Cina, ma non possiamo non elogiare e non encomiare la loro resistenza all’imperialismo assassino di Usraele.
La favola su Trump
Crolla oltretutto la favola sciocca secondo cui Trump era pronto con Putin a disegnare un mondo alternativo.
Era una favola inconsistente fin dall’inizio. Trump è perfettamente organico all’imperialismo statunitense: egli si pone in linea con Obama e con Bush, con Biden e con Clinton, sicché Trump non è l’alternativa, ma un’altra faccia del sistema dominante del capitalismo imperialistico senza frontiere. Era chiaro fin dall’inizio, in vero, ma adesso lo è davvero al di là di ogni ragionevole dubbio.
Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro










